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La malattia di Franco Baresi, come è morto: quali sono i sintomi

Franco Baresi morto a 66 anni, qual è la malattia che lo ha colpito e quali sono i sintomi: la lunga battaglia dell'ex capitano

La scomparsa di Franco Baresi, storica bandiera del Milan e della Nazionale italiana, ha riportato l’attenzione non soltanto sulla sua straordinaria carriera sportiva, ma anche sulla malattia contro la quale combatteva da oltre un anno. Nelle ultime ore, inoltre, molti tifosi avevano vissuto momenti di apprensione dopo le notizie relative a un quadro particolarmente delicato. Solo in seguito sono emersi ulteriori dettagli sulle sue condizioni e sul lungo percorso terapeutico affrontato dall’ex capitano rossonero.

La notizia della morte di Baresi, avvenuta a 66 anni, ha suscitato profonda commozione nel mondo del calcio. Come riportato da Il Giorno, la malattia era stata resa nota nell’agosto 2025 attraverso un comunicato ufficiale di AC Milan, che aveva spiegato come al vicepresidente onorario fosse stata diagnosticata una nodulazione polmonare individuata durante controlli di routine.

Franco Baresi morto a 66 anni, qual è la malattia che lo ha colpito e quali sono i sintomi: la lunga battaglia dell'ex capitano

Nodulazione polmonare: la malattia di Franco Baresi

La diagnosi era stata comunicata dal club con parole precise: “AC Milan informa che, a seguito di accertamenti di routine, al nostro Vice Presidente Onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva. L’intervento è andato bene e il decorso post-operatorio è stato privo di complicazioni. Franco è stato successivamente valutato dallo specialista oncologo con indicazione a terapia di consolidamento a base di immunoterapico”.

Poco dopo era arrivato anche il messaggio dello stesso Baresi ai sostenitori: “Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto. Con affetto, un abbraccio”. Parole che avevano immediatamente generato una straordinaria ondata di affetto da parte del popolo rossonero.

Nei mesi successivi, l’ex difensore aveva cercato di trasmettere ottimismo. A novembre aveva pubblicato sui social il messaggio “Viva la vita”, mentre tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre era tornato a mostrarsi pubblicamente prima a Casa Milan e poi a San Siro, ricevendo l’abbraccio virtuale dei tifosi.

Franco Baresi e la lotta contro la malattia

Nonostante il difficile percorso sanitario, Franco Baresi aveva continuato a rappresentare un simbolo di determinazione. A febbraio 2026 aveva preso parte a uno dei momenti più significativi delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, portando la fiaccola olimpica all’interno dello stadio San Siro insieme all’ex capitano dell’Inter, Beppe Bergomi.

Un’emozione che aveva raccontato così: “Portare la fiaccola l’emozione più grande della mia vita sportiva, mi tremavano le gambe”. In quell’occasione aveva anche lasciato intendere una certa fiducia sull’evoluzione della malattia: “Come sto? Il peggio è passato, essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere. Il calore della gente mi è arrivato addosso fortissimo”.

Ancora nelle scorse ore, il nuovo allenatore del Milan, Ruben Amorim, aveva ricordato i contatti avuti con la leggenda rossonera: “Ho parlato con alcune persone del club: con Massaro, con il signor Baresi ho scambiato alcuni messaggi. Questa è la cosa più importante adesso, capire in che tipo di club mi trovo e qual è la sua storia. Per me questa volta è stato tutto più facile, perché sono tifoso del Milan da quando ero bambino quindi conosco la cultura del club, la sua idea e la sua storia”. Ma che cos’è esattamente una nodulazione polmonare?

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