
Roberto Vannacci ricorda Francesco Guccini nel giorno della morte del cantautore emiliano e cita L’Avvelenata, uno dei brani più noti del suo repertorio. Il leader di Futuro nazionale ha spiegato di aver cantato a lungo la canzone, ascoltata fin dall’infanzia attraverso i dischi presenti nella sua abitazione.
La dichiarazione è stata rilasciata all’Adnkronos. Vannacci ha richiamato il valore personale che il pezzo, pubblicato nel 1976, ha avuto nel corso degli anni e ha stabilito un parallelo tra alcune parole di Guccini e le critiche ricevute per le sue pubblicazioni e per le sue posizioni pubbliche.
Roberto Vannacci ricorda Francesco Guccini e L’Avvelenata
“Sì, questa è una delle canzoni che io ho sempre cantato da quando ero bambino”, ha detto Vannacci all’Adnkronos, accennando alcuni versi del brano. L’ex generale della Folgore ha ricordato che nella sua casa, quando era ragazzo, erano presenti gli album del cantautore, in particolare Via Paolo Fabbri 43, il disco che contiene proprio L’Avvelenata.
L’Avvelenata è contenuta nell’album Via Paolo Fabbri 43 e rappresenta una delle composizioni più conosciute di Guccini. Il testo affronta, con toni polemici, il rapporto dell’artista con la critica, i detrattori e una parte del mondo intellettuale, rivendicando la libertà di espressione e l’autonomia creativa del cantautore.
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