
L’estate non sembra ancora intenzionata a concedere tregua. Dopo settimane dominate da temperature estreme e notti difficili da sopportare, il caldo continua a tenere sotto pressione gran parte dell’Italia, mentre gli esperti guardano ai prossimi giorni con attenzione. Una breve pausa potrebbe arrivare solo in alcune zone, ma la vera svolta, secondo le prime proiezioni, avrebbe una data precisa da monitorare.

Caldo record in Italia, Lorenzo Tedici: «Estate più calda della storia»
«Il Nord sta per vivere un brevissimo break dal caldo, poi rimonterà l’anticiclone e la prossima settimana sarà anche peggio di questa». A parlare è Lorenzo Tedici, meteorologo de ilMeteo.it, intervenuto durante un’analisi per Sky Tg24.
L’esperto invita alla prudenza e spiega che l’ondata di calore non sarebbe ancora arrivata alla sua conclusione: «Ci sarà ancora da soffrire purtroppo, fino a Ferragosto la situazione non cambierà».
Secondo i dati elaborati da iLMeteo.it, il periodo compreso tra il 24 maggio e il 17 agosto mostra una lunga fase caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, con oltre due mesi di caldo intenso alimentato da quattro ondate africane. Un andamento che, secondo Tedici, potrebbe portare il 2026 a entrare nella storia climatica italiana.

Caldo e città da bollino rosso: l’Italia resta nella morsa africana
Il quadro dei prossimi giorni resta complesso. Venerdì 7 agosto sono 26 le città indicate con il bollino rosso per il rischio caldo dal Ministero della Salute, mentre sabato 8 agosto il numero dovrebbe scendere a 21. Anche con una lieve diminuzione, però, la temperatura percepita continuerà a mantenersi su valori elevati.
Per il meteorologo Lorenzo Tedici, il bilancio della stagione è già particolarmente significativo: «l’estate più calda della storia italiana, con un Centro-Nord che ha vissuto temperature da record rispetto al Sud».
Un’analisi condivisa anche da Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, secondo cui l’estate 2026 «si avvia a essere una delle più calde di sempre e potrebbe insidiare il primato storico del 2003».
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