
Proseguono senza risultati, tra il mare e l’entroterra dell’alto Tirreno cosentino, le ricerche dell’ultraleggero Tecnam P2008 sul quale viaggiavano Angela Buccico e Carlo Arnulfo. Del velivolo e dei suoi due occupanti non si hanno notizie dalla mattina di domenica 16 agosto, quando il contatto con loro si è interrotto durante il trasferimento dalla Sicilia alla Calabria.
L’aereo era partito da Capo d’Orlando, in provincia di Messina, con destinazione l’aviosuperficie di Sibari. Secondo quanto riportato, il Tecnam P2008 non ha però raggiunto lo scalo previsto e l’atterraggio non è mai stato registrato. Da allora l’attenzione delle autorità si è concentrata sulla ricostruzione del tragitto e sull’individuazione di eventuali elementi utili a localizzare il mezzo.
La situazione resta complessa soprattutto perché non risultano testimoni diretti di un eventuale schianto. Nessuno avrebbe visto l’ultraleggero scomparso precipitare o ammarare, né sarebbero emersi finora riscontri certi capaci di confermare che il velivolo abbia avuto un incidente durante il volo sul Tirreno.
Gli accertamenti vengono quindi condotti mantenendo aperte tutte le possibili aree di ricerca, senza formulare conclusioni sulla sorte dell’aereo. Il mancato arrivo a Sibari e l’assenza di comunicazioni successive al decollo rappresentano, al momento, i dati principali sui quali si basano le operazioni avviate per ritrovare Angela Buccico e Carlo Arnulfo.

Ultraleggero disperso in Calabria, le ricerche tra Fiumefreddo e Fuscaldo
L’ultima localizzazione conosciuta dei telefoni cellulari dei due passeggeri sarebbe stata rilevata nell’area compresa fra Fiumefreddo e Fuscaldo, sulla costa dell’alto Tirreno in provincia di Cosenza. È in questa fascia di territorio, estesa tra il litorale e le zone più interne, che si sta concentrando la parte più rilevante dell’intervento.
Le ricerche dell’ultraleggero Tecnam P2008 interessano sia lo specchio d’acqua sia la vegetazione dell’entroterra. Le condizioni del territorio impongono verifiche articolate: la costa deve essere controllata insieme alle aree collinari e alle porzioni di terreno meno accessibili, dove la visibilità dal basso può risultare limitata.
Nelle attività sono impiegati elicotteri e droni dell’Esercito, mentre in mare operano le unità della Guardia Costiera. Il supporto aereo consente di estendere le perlustrazioni lungo il possibile percorso del velivolo e di verificare dall’alto le aree indicate dagli accertamenti, senza che al momento siano state comunicate segnalazioni decisive.
In particolare, nessun bagnante avrebbe riferito di aver assistito a un ammaraggio dell’aereo. Anche questo elemento viene considerato nell’ambito delle verifiche, ma non permette di escludere o confermare scenari specifici. Le autorità proseguono pertanto nel controllo coordinato delle zone marine e terrestri, in attesa di una traccia concreta.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva