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Caso Ranucci, interviene Bruno Vespa a gamba tesa: le sue parole spiazzano tutti

Bruno Vespa sul caso Ranucci: cosa ha detto dal palco di Cortina sul futuro di Report

C’è un luogo che, quasi per coincidenza, è diventato il teatro delle dichiarazioni più pesanti dell’estate televisiva italiana. A Cortina d’Ampezzo, sul palco della rassegna Una Montagna di Libri, dopo l’intervento di Enrico Mentana sul futuro a La7, è stato Bruno Vespa a rompere il silenzio sul caso che continua ad agitare la Rai.

Con poche parole, senza entrare nel merito della vicenda, il conduttore di Porta a Porta ha lasciato una riflessione destinata ad alimentare il dibattito attorno a Sigfrido Ranucci e al futuro di Report.

Bruno Vespa rompe il silenzio sul caso Ranucci

Intervenendo davanti al pubblico di Cortina, Bruno Vespa ha chiarito fin dall’inizio di non voler commentare direttamente le questioni interne all’azienda.

“Ho ancora un’etica aziendale, sono l’ultimo giapponese, quindi non parlo delle cose che riguardano casa mia. Dico solo una cosa, do un segnale: pensate se al posto di Ranucci ci fossi stato io”.

Una frase breve, pronunciata senza ulteriori spiegazioni, che come riporta Fanpage è stata interpretata come un riferimento al diverso trattamento mediatico e politico che potrebbe ricevere un caso simile a seconda del protagonista. Vespa, però, si è fermato lì, evitando di sviluppare apertamente il paragone e ribadendo implicitamente la propria scelta di non intervenire sulle dinamiche interne della Rai.

Bruno Vespa e il precedente davanti al Comitato etico Rai

Le parole del giornalista assumono un significato particolare anche alla luce di un episodio risalente al 2020. Lo stesso Comitato per il Codice Etico della Rai che oggi ha espresso un parere sulla posizione di Sigfrido Ranucci si era infatti occupato anche di Bruno Vespa.

Nel marzo di quell’anno il consigliere d’amministrazione Riccardo Laganà e l’allora segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, presentarono un doppio esposto: uno al Comitato etico e uno al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Al centro della vicenda c’erano alcune dichiarazioni di Vespa su Medici Senza Frontiere e le accuse di censura rivolte alla Rai dopo la sospensione del suo programma.

Di quell’istruttoria, tuttavia, non è mai stato reso pubblico l’esito. Ed è proprio questo elemento che rende il confronto evocato da Vespa meno astratto: nel suo caso il procedimento rimase sostanzialmente lontano dall’attenzione pubblica, mentre quello che riguarda Ranucci è stato seguito quotidianamente tra indiscrezioni, audizioni e ipotesi sul suo futuro professionale.

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