
La notizia è arrivata nella notte, proprio nel giorno in cui San Siro celebra un anniversario speciale. Sandro Mazzola è morto a 83 anni, lasciando un vuoto enorme nel mondo del calcio e soprattutto nella famiglia nerazzurra, di cui per decenni è stato uno dei simboli più riconoscibili. A comunicare la scomparsa è stata l’Inter, con un messaggio diffuso poco dopo la mezzanotte di sabato 19 settembre. Ma sulle cause della morte, almeno per il momento, sono emerse poche informazioni.

La lunga malattia di Sandro Mazzola
Mazzola da tempo combatteva contro una lunga malattia, ma non sono stati resi pubblici dettagli precisi sulla patologia. Lo stesso comunicato dell’Inter mantiene un grande riserbo sulla sua situazione personale. «La voglia di ricordare si mischia con il pudore», ha scritto il club nel messaggio dedicato alla scomparsa della sua storica bandiera.
Una frase che sembra racchiudere anche la scelta di non entrare nei particolari delle condizioni di salute dell’ex calciatore. Per questo, al momento, non è possibile indicare con certezza quale malattia abbia portato alla morte Mazzola. L’unico elemento reso noto è che si trattava di una lunga battaglia, affrontata lontano dai riflettori e dalla vita pubblica degli ultimi anni.
Una vita segnata dalla tragedia di Superga
La storia personale di Sandro Mazzola era stata segnata fin dall’infanzia da una tragedia che aveva cambiato per sempre la sua vita. Suo padre Valentino Mazzola, capitano e simbolo del Grande Torino, morì il 4 maggio 1949 nella tragedia di Superga. Sandro era ancora un bambino quando perse il padre, ma negli anni successivi riuscì a costruire una carriera destinata a renderlo a sua volta una leggenda del calcio italiano.
Il cognome Mazzola avrebbe potuto rappresentare un peso enorme, soprattutto per chi era chiamato a confrontarsi continuamente con la memoria del padre. Sandro riuscì invece a trovare una propria strada, diventando uno dei protagonisti più importanti della storia dell’Inter e della Nazionale italiana.
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