
L’ex generale dei carabinieri Luciano Garofano è stato ascoltato il 25 settembre dalla Procura di Pavia, in una fase delicata della nuova inchiesta su Andrea Sempio. Al termine dell’incontro, l’ex comandante del Ris di Parma ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Sui contenuti del colloquio resta quindi il massimo riserbo, mentre gli inquirenti si avvicinano alla conclusione degli accertamenti avviati nei confronti dell’amico di Marco Poggi.
L’audizione si colloca alla vigilia dell’eventuale notifica dell’avviso di conclusione delle indagini alla difesa di Sempio. Dal 2025 la Procura pavese ha riaperto per la terza volta il fascicolo sull’uomo, nell’ambito delle verifiche legate all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per il delitto è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima.

Il ruolo del Ris di Parma nelle prime indagini
Prima di definire gli ultimi passaggi investigativi, i magistrati hanno deciso di sentire alcuni carabinieri del Ris di Parma che intervennero nella villetta di via Pascoli nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo. Garofano guidava allora il reparto che, nei mesi seguenti, svolse gli esami scientifici e tecnici sui reperti raccolti nell’abitazione. Quegli accertamenti contribuirono a orientare inizialmente l’attenzione investigativa su Stasi.
Secondo quanto emerso dalle prime indiscrezioni, nel colloquio con Garofano non sarebbe stata affrontata la cosiddetta traccia 33, l’impronta parziale di una mano destra rilevata sulla parete delle scale interne della casa. È nello spazio ai piedi di quella scala che venne trovato il corpo di Chiara Poggi. Il punto è tornato centrale dopo che, il 20 maggio 2025, la Procura ha attribuito la traccia all’attuale indagato Andrea Sempio.
