
Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale perdono mezzo punto, mentre crescono il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. È la fotografia scattata dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli, presentato il 25 settembre a Omnibus su La7, sulle intenzioni di voto degli italiani. FdI resta il primo partito con il 27%, mentre la formazione di Roberto Vannacci registra il primo arretramento rilevato da Piepoli dalla sua nascita, scendendo al 7,5%.
La rilevazione affronta anche altri temi: dal giudizio su alcune misure del governo alla fiducia riposta dagli intervistati nei principali leader internazionali. Sul possibile ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra, il campione risulta diviso: il 48% è favorevole ad allargare l’alleanza al partito di Vannacci, mentre il 52% è contrario.
Sondaggi, FdI scende al 27%: Pd al 20%
Nel dettaglio, Fratelli d’Italia perde lo 0,5% e si attesta al 27%. All’interno del centrodestra Forza Italia resta al 7,5%, la Lega al 5,5% e Noi Moderati all’1,5%. Nel complesso, secondo Piepoli, l’area di centrodestra considerata dalla rilevazione si colloca al 41,5%.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico sale dello 0,5% e raggiunge il 20%, il Movimento 5 Stelle resta al 12,5% e Alleanza Verdi e Sinistra arriva al 7%. +Europa è all’1,5%. Il cosiddetto Campo Largo viene così stimato complessivamente al 43%, mezzo punto in più rispetto alla rilevazione precedente.
Le percentuali fotografano le intenzioni di voto dichiarate al momento della rilevazione e non costituiscono una previsione del risultato delle prossime elezioni politiche.
Primo calo per Vannacci: Futuro Nazionale al 7,5%
Uno dei dati maggiormente evidenziati dall’Istituto Piepoli riguarda Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci perde lo 0,5% e si ferma al 7,5%. È il primo arretramento registrato da Piepoli dalla nascita della formazione.
Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli ha osservato che Futuro Nazionale aveva continuato a guadagnare consensi fino a raggiungere l’8% e ha interpretato il nuovo dato come un possibile segnale di stabilizzazione tra il 7 e l’8%, più che come la prova di una tendenza già consolidata al ribasso.
Il dato Piepoli, peraltro, non coincide con tutte le altre rilevazioni dello stesso periodo: altri istituti hanno collocato Futuro Nazionale su percentuali leggermente differenti e, in alcuni casi, ancora in crescita. Il risultato va quindi letto come la fotografia prodotta da uno specifico sondaggio e non come una misura univoca dell’elettorato.
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