
Una serata segnata da una notizia improvvisa e drammatica per il mondo del giornalismo italiano. Andrea Tempestini, 40 anni, vicedirettore di Libero e digital editor di liberoquotidiano.it, è stato trovato morto nella sua abitazione di Milano. Il ritrovamento è avvenuto nella serata di lunedì 28 settembre, in via Belinzaghi, nella zona di piazzale Maciachini. A far scattare l’allarme è stata una familiare, preoccupata per non essere riuscita a mettersi in contatto con il giornalista. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco e gli operatori del 118, ma per i soccorritori non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso.

Il corpo trovato nella cantina
Gli accertamenti sono partiti immediatamente dopo il ritrovamento. Il corpo di Tempestini è stato individuato nella cantina del palazzo e sul posto sono intervenuti i carabinieri, affiancati dagli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche, chiamati a effettuare i rilievi. Le prime verifiche non avrebbero evidenziato sul corpo elementi riconducibili a un’aggressione o all’intervento di altre persone. Le circostanze della morte sono quindi oggetto degli accertamenti degli investigatori, che stanno ricostruendo quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento.
Una carriera costruita nel giornalismo
Andrea Tempestini era un giornalista professionista dal 2010 e aveva legato gran parte della propria carriera a Libero. Nato nel 1986, era arrivato nella redazione del quotidiano dopo precedenti esperienze professionali, tra cui quella al Sole 24 Ore e a Libero Mercato. Nel corso degli anni aveva assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dell’edizione digitale della testata, fino a diventare vicedirettore e digital editor. Il suo lavoro riguardava in particolare il coordinamento della redazione online e le strategie legate alla presenza del giornale sul web.
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