
La legge elettorale supera il primo passaggio alla Camera. L’Aula ha respinto a scrutinio segreto le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dalle opposizioni con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Il voto, seguito in un clima di forte tensione a Montecitorio, ha fatto emergere anche un dato: sette voti in più rispetto alla consistenza teorica della maggioranza presente.
Legge elettorale alla Camera: respinte le pregiudiziali delle opposizioni
Il primo snodo parlamentare della riforma della legge elettorale si è chiuso con il rigetto delle cinque questioni pregiudiziali presentate da Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Più Europa. La votazione si è svolta a scrutinio segreto e l’esito è stato annunciato dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
I voti contrari alle pregiudiziali sono stati 229, mentre i sì sono stati 151. Dopo la proclamazione del risultato, dai banchi della maggioranza è partito un applauso. Le opposizioni avevano contestato la conformità costituzionale del provvedimento, in una giornata segnata da interventi e accuse incrociate sul testo in esame.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
