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“Si è svegliato e…”. Sgarbi, ora la notizia dalla compagna

Ore difficili a Roma per Vittorio Sgarbi, 74 anni, ancora ricoverato al Policlinico Gemelli. Le sue condizioni rimangono critiche ma stabili dopo il trasporto d’urgenza in ospedale avvenuto mercoledì 30 settembre a causa di un’insufficienza respiratoria. A raccontare cosa è successo nelle ore precedenti alla corsa in ospedale è la compagna, Sabrina Colle, che affida al Giornale una testimonianza intima e toccante, fatta di paura, attesa e speranza nei corridoi di un ospedale che definisce luogo di dolore ma anche di speranza.

Ore difficili per Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi, 74 anni, è ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni rimangono critiche ma stabili, dopo il trasporto d’urgenza in ospedale, lo scorso mercoledì 30 settembre, a causa di un’insufficienza respiratoria. Mentre per l’ex sottosegretario alla Cultura proseguono le cure nel reparto di terapia intensiva, a parlare in queste ore è la compagna, Sabrina Colle, che sul Giornale descrive le ore precedenti al ricovero, sottolineando come nei momenti di angoscia per le condizioni di salute del partner, l’ospedale sia sì un luogo di dolore, ma anche di speranza. Una testimonianza che arriva proprio nella pagina del quotidiano che di solito ospita la rubrica dello stesso Sgarbi, a testimonianza di quanto sia profondo il legame tra i due.

Il racconto di Sabrina Colle

Il racconto di Sabrina Colle, nella pagina del quotidiano che di solito ospita la rubrica dello stesso Sgarbi, inizia proprio dal martedì precedente alla corsa in ospedale. Andava tutto bene martedì dopo che Luca, l’infermiere inviato a casa dal Policlinico Gemelli, aveva provveduto all’idratazione per Vittorio e alla somministrazione di un antipiretico – spiega la donna -. Ma al risveglio del giorno dopo mi accorgo che Vittorio non respira bene. Non c’è tempo da perdere, si corre al Gemelli. Rimango sola nella sala d’attesa del pronto soccorso, fino a quando mi comunicano che potrò raggiungerlo nel reparto di rianimazione. Parole semplici che raccontano la paura improvvisa, quel momento in cui si capisce che qualcosa non va e che bisogna agire in fretta, senza esitazioni.

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