
Il delitto di Garlasco torna sotto i riflettori con nuovi accertamenti, tracce già note e conversazioni che, nel quadro della nuova indagine, vengono oggi lette con un significato diverso. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda continua a richiamare attenzione su ogni dettaglio emerso nella villetta di via Pascoli.
La chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio ha aperto una fase particolarmente delicata. Alla condanna definitiva a 16 anni di Alberto Stasi si affianca infatti un filone investigativo che rivaluta reperti, impronte e misurazioni effettuate sull’attuale indagato.
Tra gli elementi al centro della ricostruzione figurano le tracce rilevate nell’abitazione dei Poggi e gli accertamenti sulle caratteristiche fisiche di Sempio. È in questo contesto che le intercettazioni relative ai colloqui con la madre, Daniela Ferrari, hanno assunto un rilievo rilevante.

Delitto di Garlasco, il confronto sulle impronte e le misurazioni
Il tema è stato affrontato anche durante la puntata di Mattino Cinque del 5 ottobre, dedicata agli sviluppi dell’inchiesta. Nel corso della trasmissione è stata ripercorsa la situazione successiva alla chiusura delle indagini, soffermandosi sulle impronte e sulle verifiche compiute dagli investigatori.
Al centro del dibattito si è posto il possibile collegamento tra le tracce presenti sulla scena del crimine e le caratteristiche di Andrea Sempio. Secondo la Procura, nella propria ricostruzione rientra anche la compatibilità fra le dimensioni del piede dell’indagato e una scarpa Frau taglia 42, associata all’impronta con suola a pallini rinvenuta nella villetta.
Si tratta di un punto sul quale le valutazioni delle parti restano distanti. Gli inquirenti e i consulenti della Procura hanno sviluppato accertamenti che la difesa dell’indagato contesta, offrendo una lettura differente delle misure e della loro possibile corrispondenza con la calzatura.

Andrea Sempio e la scarpa numero 44: cosa emerge dalle intercettazioni
Le conversazioni intercettate riportano anche le perplessità espresse da Daniela Ferrari sulla decisione di sottoporre il figlio a misurazioni a una distanza di quasi vent’anni dai fatti. Secondo la madre di Sempio, il tempo trascorso avrebbe potuto incidere in modo significativo sulle caratteristiche fisiche di Andrea, rendendo più complesso il confronto con il 2007.
Un aspetto, tuttavia, sarebbe rimasto invariato. Parlando delle verifiche effettuate sul figlio, Ferrari afferma: “L’unica cosa che gli è rimasta uguale è il numero di scarpa”. Nella conversazione acquisita agli atti, la donna precisa che Andrea avrebbe portato il numero 44 allora e continuerebbe a calzare la stessa misura.
Il dato viene discusso nel confronto tecnico sulle impronte di scarpa. Per i consulenti della Procura, la traccia attribuita a una calzatura dalla suola a pallini non risulterebbe completa né in lunghezza né in larghezza; nelle valutazioni viene inoltre considerata l’eventualità che le dimensioni del piede possano cambiare con l’aumento di peso nel corso degli anni.
La difesa di Sempio, invece, sostiene che gli accertamenti condurrebbero a una conclusione opposta: il piede dell’indagato, secondo questa impostazione, non avrebbe potuto entrare nella scarpa che avrebbe lasciato quelle impronte. Un contrasto tecnico che resta uno dei nodi del fascicolo.
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