Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Legge elettorale, la notizia arrivata poco fa: “Hanno deciso”

La legge elettorale ha superato alla Camera il primo passaggio con la fiducia posta dal governo sull’articolo 1 della riforma. L’Aula ha approvato il testo con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astensioni, aprendo una fase decisiva del percorso parlamentare che dovrebbe concludersi giovedì 8 ottobre con il voto sull’intero provvedimento.

Il primo via libera non chiude tuttavia la vicenda. Prima dell’esame finale, i deputati dovranno pronunciarsi su altre due questioni di fiducia, previste tra il pomeriggio e la mattinata successiva. Il governo ha scelto questa strada dopo il ritorno del testo da Palazzo Madama, dove erano state approvate alcune modifiche che rendono necessario un nuovo passaggio a Montecitorio.

Il punto politicamente più rilevante resta fissato per giovedì, quando la Camera sarà chiamata a votare la riforma con scrutinio segreto. In quella circostanza il voto dei singoli deputati non sarà riconoscibile pubblicamente, elemento che rende il passaggio particolarmente delicato per la maggioranza e per l’esecutivo.

La riforma interviene sulle regole per l’elezione della Camera e del Senato, ridefinendo il sistema di attribuzione dei seggi, il ruolo delle preferenze e alcune procedure relative alle candidature. Secondo quanto riferito durante il dibattito, l’obiettivo dichiarato è arrivare a un impianto elettorale uniforme, mentre le opposizioni contestano soprattutto il metodo scelto per l’approvazione.

Il primo voto sulla riforma elettorale

La fiducia approvata dall’Aula riguarda l’articolo 1, considerato uno dei cardini della nuova legge elettorale. La disposizione disciplina l’elezione della Camera dei deputati e contiene il sistema proporzionale corretto dall’assegnazione di un premio di maggioranza, oltre alle norme sulle preferenze.

Il risultato della votazione, con 226 sì, 147 no e 3 astenuti, ha consentito al governo di superare il primo ostacolo previsto dal calendario. Dopo l’esito, la seduta è stata aggiornata per consentire le dichiarazioni e il successivo voto sulla fiducia relativa all’articolo 2, dedicato alle regole per il Senato della Repubblica.

Il meccanismo previsto dal testo si basa su un impianto proporzionale: i seggi vengono distribuiti in base ai voti ottenuti dalle liste, ma alla forza politica o alla coalizione che raccoglie più consensi può essere attribuito un premio di maggioranza. Tale premio scatterebbe soltanto nel caso in cui il soggetto più votato superasse la soglia del 42%.

Restano inoltre le soglie di sbarramento indicate nella riforma: il 3% per le singole liste e il 10% per le coalizioni. Il testo prevede un modello che combina le preferenze espresse dagli elettori con la presenza di capilista bloccati, una soluzione che torna al centro del confronto tra maggioranza e opposizioni.

Le altre due fiducie e le modifiche del Senato

A formalizzare le tre questioni di fiducia è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La scelta riguarda tre dei quattro articoli modificati al Senato e mira a definire in tempi rapidi i punti sui quali il governo ritiene necessario consolidare il sostegno dell’Aula.

Il secondo articolo interviene sulle modalità di elezione del Senato e comprende, tra gli altri aspetti, le modifiche relative alle preferenze e alle firme necessarie per presentare le candidature. Si tratta di norme che incidono direttamente sull’organizzazione della competizione elettorale e sulla formazione delle liste.

La terza fiducia riguarda invece la ridefinizione dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Su questa parte del provvedimento non erano stati depositati emendamenti dalle opposizioni, ma la possibilità di richiedere il voto segreto avrebbe potuto comunque incidere sul percorso in Aula. Per questa ragione l’esecutivo ha deciso di estendere il ricorso alla fiducia anche a tale articolo.

Differente il caso dell’articolo 8, che contiene l’estensione del voto fuorisede ai caregiver. Su questa disposizione non è prevista la possibilità di chiedere lo scrutinio segreto e il governo non ha posto la questione di fiducia. L’articolo sarà quindi affrontato con l’iter ordinario, insieme agli ordini del giorno collegati alla riforma.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva

Successiva
Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure