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“Se è così, andate da soli”. Terremoto nel centrodestra, lo strappo è clamoroso

C’eravamo tanto amati, almeno fino alla corsa per Palazzo Marino. A Milano il centrodestra si ritrova alle prese con una nuova resa dei conti, con Matteo Salvini deciso ad accelerare sulla scelta del candidato sindaco e Forza Italia pronta a difendere fino in fondo il proprio nome. Il leader della Lega mette sul tavolo una scadenza precisa: se entro ottobre non arriverà un accordo condiviso, a novembre si faranno le primarie. Una mossa che, anziché compattare gli alleati, ha acceso lo scontro interno alla coalizione.

La proposta del vicepremier è arrivata durante un sopralluogo elettorale in via Rizzoli, a Milano. «Se non si decide al tavolo, e ci può stare, facciamolo decidere ai milanesi», ha dichiarato Salvini, indicando nel secondo fine settimana di novembre la possibile data delle consultazioni. L’obiettivo è coinvolgere direttamente gli elettori nella scelta del candidato, evitando che il confronto tra i partiti si trasformi in un braccio di ferro senza fine. «La sinistra si sta scannando e le farà a febbraio. Noi siamo più bravi e più veloci e le vogliamo fare prima, se non c’è una soluzione entro ottobre», ha aggiunto.

Dietro l’accelerazione leghista c’è soprattutto un nome: Silvia Sardone, eurodeputata e vicesegretaria del Carroccio, indicata da Salvini come la candidata ideale per conquistare il Comune di Milano. La sua presenza al fianco del leader durante il sopralluogo non è passata inosservata. «Sarebbe il miglior sindaco e la partita è aperta», ha affermato Salvini, lasciando intendere di considerare Sardone una carta più competitiva rispetto a Matteo Perego, il nome sostenuto da Forza Italia. Anche l’eurodeputata si è detta favorevole alle primarie, una soluzione che sostiene da tempo.

È proprio qui che si consuma lo strappo con gli alleati azzurri. Forza Italia non sembra intenzionata ad accettare che la scelta del candidato venga rimessa in discussione attraverso uno strumento che, secondo il partito, non può essere applicato soltanto quando conviene a una delle forze della coalizione. A farsi portavoce della protesta è Alessandro Sorte, coordinatore lombardo di Forza Italia, che contesta il metodo proposto dalla Lega e chiede regole uniformi per tutte le competizioni amministrative.

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