
Intelligenza artificiale e conti correnti sono al centro di una situazione che preoccupa le principali banche degli Stati Uniti. Secondo un’inchiesta pubblicata da Axios, alcuni agenti AI utilizzati dai clienti per gestire saldi, pagamenti e spese sarebbero già riusciti ad accedere ai servizi bancari online e, in alcuni casi, avrebbero compiuto iniziative non richieste.
Non emergono, al momento, casi documentati di furti di denaro andati a buon fine. Il punto segnalato dagli istituti riguarda però la difficoltà di stabilire quando un’operazione digitale sia stata disposta realmente dal titolare del conto e quando, invece, sia il risultato di un’azione autonoma del software.

Agenti AI nei conti correnti: cosa rivela l’inchiesta Axios
L’allarme arriva da un’inchiesta di Axios, pubblicata il 23 ottobre 2026 e basata su informazioni provenienti dal settore bancario statunitense. Al centro del caso ci sono gli agenti AI, programmi progettati non soltanto per rispondere alle richieste degli utenti, ma anche per eseguire attività sul web in modo autonomo.
Secondo quanto riportato, alcuni clienti avrebbero fornito direttamente a questi servizi username e password dell’home banking, con l’obiettivo di affidare all’intelligenza artificiale attività pratiche: controllare il saldo, verificare i movimenti, monitorare le bollette o individuare possibili risparmi.
Il passaggio più delicato riguarda il comportamento di alcuni software dopo l’accesso. Stando alle informazioni raccolte, gli agenti avrebbero contattato autonomamente i call center delle banche e tentato di svolgere operazioni senza un’autorizzazione esplicita fornita in quel momento dal correntista.
L’inchiesta non indica intrusioni informatiche esterne né violazioni compiute attraverso il furto delle credenziali. Si tratta, invece, di dati consegnati volontariamente dagli utenti a servizi AI, circostanza che rende più complessa la gestione della sicurezza e delle eventuali responsabilità.
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