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“Lascia la Lega”. Abbandono shock per Salvini: ormai è ufficiale

Il passaggio di Simonetta Matone dalla Lega a Forza Italia è ormai ufficiale e rappresenta un nuovo movimento negli equilibri della maggioranza di centrodestra. La deputata romana, già magistrata di Cassazione, ha scelto di lasciare il partito guidato da Matteo Salvini, confermando una distanza politica maturata nel corso degli ultimi mesi.

La decisione arriva in una fase significativa per il Carroccio, appena riunito a Milano per il congresso federale che ha confermato Salvini alla guida del movimento. L’assenza di Matone dall’appuntamento è stata letta come un segnale concreto della separazione ormai in corso, poi formalizzata con l’adesione al gruppo azzurro.

Il passaggio da Lega a Forza Italia

Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni rese dalla parlamentare, il trasferimento non comporta un’uscita dall’area di governo né una revisione della sua collocazione nel centrodestra. Matone ha chiarito di voler proseguire il proprio impegno all’interno della coalizione, individuando tuttavia in Forza Italia il soggetto politico più coerente con la sua impostazione.

Il cambio di gruppo assume rilievo anche per il profilo della deputata, eletta nel 2022 nelle liste della Lega. La sua esperienza professionale, sviluppata prima dell’ingresso in Parlamento nella magistratura, ha contribuito a rendere particolarmente osservata la scelta, intervenuta mentre i partiti della maggioranza sono impegnati su diversi dossier nazionali e internazionali.

“Io rimango saldamente nel centrodestra – spiega – ma sono contraria a derive sovraniste e a prese di posizione estreme e irrealizzabili. Forza Italia rappresenta un centrodestra illuminato, solido punto di riferimento dei moderati, erede da sempre del garantismo portato avanti con coraggio da Silvio Berlusconi, e saldamente ancorato a una visione equilibrata anche in politica estera”.

La dichiarazione definisce il perimetro politico della scelta. Da un lato, Matone ribadisce la permanenza nel campo del centrodestra e il sostegno alla maggioranza; dall’altro, indica la necessità di una linea moderata, europeista e improntata al garantismo, elementi che ritiene maggiormente rappresentati dal partito fondato da Silvio Berlusconi.

Il riferimento alla politica estera è uno dei passaggi più rilevanti della posizione espressa dalla deputata. Negli ultimi anni, proprio su alcune questioni internazionali e sul rapporto con le istituzioni europee sono emerse differenze di sensibilità tra le forze che compongono la coalizione, pur senza mettere in discussione l’alleanza di governo.

L’assenza al congresso federale di Milano

La formalizzazione dell’addio è stata preceduta dall’assenza di Simonetta Matone al congresso federale della Lega, celebrato a Milano. L’assise ha confermato Matteo Salvini alla segreteria del partito, consolidando il suo ruolo alla guida della formazione dopo una fase segnata da confronti interni sulla strategia e sul posizionamento politico.

La mancata partecipazione della parlamentare romana ha assunto quindi un valore politico, alla luce della successiva adesione a Forza Italia. Non risultano, nel quadro reso pubblico, contestazioni rispetto alla tenuta della maggioranza: il passaggio riguarda invece la collocazione parlamentare e il dissenso sulla linea seguita dalla Lega.

Per il partito di Salvini, l’uscita di una deputata costituisce un dato da registrare nel quadro più ampio dei rapporti tra gli alleati. La Lega resta una delle principali forze del centrodestra e continua a ricoprire incarichi di primo piano nell’esecutivo, a partire dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affidato allo stesso segretario.

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