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“Se mi va bene faccio…”. Garlasco, la frase shock di Sempio in diretta che gela lo studio

La vicenda di Garlasco torna al centro dell’attenzione televisiva con le dichiarazioni di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Intervenendo davanti alle telecamere, Sempio ha descritto il peso della situazione giudiziaria e delle conseguenze che, a suo dire, l’esposizione mediatica avrebbe avuto sulla sua vita. Le sue parole, pronunciate con evidente tensione, hanno suscitato un forte impatto nello studio.

Il riferimento è alla nuova fase investigativa relativa al delitto avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Negli ultimi giorni la discussione pubblica si è concentrata anche su alcuni filmati estratti dai dispositivi sequestrati, nei quali Sempio affronta da solo temi legati alla sessualità, alle donne e alla violenza. I contenuti circolati online sono stati ripresi da programmi e pagine di cronaca, ma la loro valutazione, così come il loro contesto, resta legata al percorso giudiziario in corso.

Nel corso della trasmissione, Sempio ha voluto distinguere il dibattito televisivo dal lavoro degli inquirenti e degli avvocati: “Quando andiamo in televisione stiamo sparando a salve, la parte vera è quella giuridica”. Una posizione che richiama la necessità di separare le ricostruzioni diffuse sui media dagli atti e dalle verifiche che, secondo le regole processuali, saranno eventualmente esaminati nelle sedi competenti.

Interpellato sul proprio stato d’animo e su una frase riportata nei video, “devo indossare una maschera”, l’indagato ha parlato delle difficoltà vissute dopo il ritorno del suo nome nel dibattito nazionale. “La maggior parte delle conseguenze negative le ho avute dall’attenzione mediatica, stiamo parlando di un omicidio, cioè parliamo di un ergastolo”. Poi la frase più netta, riferita al possibile esito dell’inchiesta: “Se mi va bene, faccio 30 anni di carcere”.

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