
L’addio a una leggenda del cinema mondiale segna la fine di un’epoca dorata per la settima arte. La notizia della scomparsa di Robert Duvall, avvenuta all’età di novantacinque anni, ha colpito profondamente il cuore degli appassionati e dei colleghi che per oltre sei decenni hanno ammirato il suo talento cristallino e la sua incredibile capacità di trasformazione. L’attore si è spento serenamente nella sua residenza di Middleburg, in Virginia, circondato dall’affetto dei suoi cari e in particolare della moglie Luciana. La sua morte non rappresenta solo la perdita di un interprete straordinario, ma la chiusura di un capitolo fondamentale della storia di Hollywood, di cui Duvall è stato uno dei pilastri più solidi e rispettati, capace di navigare attraverso generi diversi con una naturalezza che pochi altri hanno saputo eguagliare nel corso del tempo.
Il percorso di un gigante
La carriera di Robert Duvall è stata caratterizzata da una dedizione assoluta al mestiere dell’attore, un percorso iniziato lontano dai riflettori della celebrità immediata e costruito attraverso uno studio profondo dei personaggi. Nato nel 1931, Duvall ha saputo interpretare lo spirito americano in tutte le sue sfaccettature, passando con estrema facilità dai ruoli di uomini di legge a quelli di criminali spietati, senza mai cadere nella caricatura. La sua formazione teatrale e il suo approccio metodico lo hanno reso uno dei volti più iconici del nuovo cinema degli anni settanta, periodo in cui ha collaborato con i più grandi registi della sua generazione. La sua presenza scenica era tale da riuscire a rubare la scena anche quando non era il protagonista assoluto, grazie a una capacità unica di lavorare sulle sottigliezze psicologiche e sulle espressioni del volto.
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