Oggi è morto il padre di Stefano De Martino, va bene che le puntate di affari tuoi sono registrate ma appunto per questo potevano non mandarlo in onda stasera. La rai oltre a fare programmi insulsi ha perso anche la dignità e il rispetto, uno schifo!
— Giuseppe La Malfa (@gilamalfa) January 19, 2026
A #RaUnoi evidentemente trovano simpatico mandare ugualmente in onda, nel giorno della morte del padre, Stefano De Martino mentre scherza, balla la tarantella e spacchetta pacchi ad #affarituoi (puntata registrata). Che vergogna
— Ingrid (@Ingrid816323345) January 19, 2026
Stefano De Martino, lo straniamento del pubblico e la reazione social
Il momento più delicato si è consumato davanti agli schermi. Milioni di spettatori hanno visto Stefano De Martino sorridere, ballare, scherzare con i concorrenti, perfettamente dentro il suo ruolo televisivo, sapendo però che quello era il giorno della perdita del padre. Uno scarto emotivo potente, amplificato dall’assenza di qualsiasi messaggio che aiutasse a leggere quella distanza temporale ed emotiva.
“Puntata registrata il 14 gennaio” è un’informazione tecnica, non un gesto di vicinanza. Ed è così che è stata percepita. Sui social network si sono moltiplicati i commenti di indignazione, non tanto contro il programma in sé, quanto contro la scelta editoriale della Rai. Molti hanno parlato di mancanza di sensibilità, altri di eccessivo formalismo, altri ancora di una decisione dettata esclusivamente dalla tutela degli ascolti.
La domanda che serpeggia è semplice e complessa allo stesso tempo: sarebbe bastato poco per evitare questo cortocircuito? Un messaggio più esplicito, un pensiero istituzionale, una frase capace di creare uno spazio simbolico tra la registrazione e la messa in onda. Non per spettacolarizzare il dolore, ma per riconoscerlo. Invece, la scelta è stata quella del silenzio, rotto solo da un sottopancia che certificava una distanza temporale ma non colmava quella emotiva.
Il pubblico, lo stesso pubblico che ogni sera premia Affari Tuoi con numeri straordinari, ha registrato quella freddezza come una stonatura. Non solo nei confronti di Stefano De Martino, ma verso l’idea stessa che dietro lo spettacolo ci siano persone reali, con vite e dolori che meritano qualcosa di più di una comunicazione neutra e impersonale.