La battuta shock di Grignani in diretta
Carlo Conti consegna il mazzo di fiori a Grignani. Ed è proprio in quel momento che arriva la frase destinata a infiammare i social: «C’è anche il numero di Laura Pausini dentro? Così la posso chiamare».
Una battuta pronunciata con tono tagliente, che coglie di sorpresa lo studio. Conti intuisce immediatamente il rischio che la situazione possa scivolare fuori controllo e replica con un rapido “Certo” accompagnato da un sorriso tirato. Poi congeda velocemente Grignani e Luchè, chiudendo il siparietto prima che possa degenerare.
Ma ormai la miccia è accesa.
Grignani: C’è anche il numero della Pausini,così la chiamo.
— E💙⚽️ (@N_3aae) February 28, 2026
Luche’: O SAPEV
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La querelle su “La mia storia tra le dita”
Per capire la tensione bisogna tornare indietro di qualche mese. La scorsa estate Laura Pausini aveva annunciato di aver inserito nel suo album Io canto 2 una cover di La mia storia tra le dita, brano simbolo di Grignani.
Il cantautore aveva reagito pubblicamente accusando la collega di non averlo menzionato, di non aver chiesto il suo consenso e di aver modificato parte del testo alterandone il significato. Una polemica diventata rapidamente virale, anche per via della notorietà dei due protagonisti.
In quel periodo, Grignani stava lavorando a una nuova versione del brano insieme a Matteo Bocelli. La vicenda avrebbe coinvolto anche la casa discografica, con uno scontro mediatico che si è protratto per settimane.
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La pace ufficiale e il gelo personale
A settembre Pausini aveva dichiarato di essere rimasta sorpresa dall’atteggiamento del collega, spiegando che la sua reinterpretazione voleva essere un tributo sincero. A novembre, l’editore della nuova versione aveva comunicato di aver trovato un’intesa tra le parti e di aver risolto positivamente la controversia.
Sul piano formale, quindi, la questione sembrava chiusa.
Ma quanto accaduto sul palco dell’Ariston racconta un’altra storia. L’assenza della Pausini nel momento clou e la battuta di Grignani hanno riacceso i riflettori su un rapporto che, almeno a giudicare dai segnali pubblici, appare tutt’altro che disteso.
Sui social il video della scena è rimbalzato in pochi minuti, con migliaia di commenti. C’è chi parla di frecciatina studiata, chi di semplice ironia, chi legge nella “sparizione” un segnale chiaro.
Ancora una volta, al Festival di Sanremo, bastano pochi secondi per trasformare una performance musicale in un caso mediatico destinato a far discutere ben oltre la notte dell’Ariston.