Dalle amministrative all’economia: il passaggio sul governo
Con il proseguire della puntata, il confronto si è allargato ai temi nazionali, in particolare all’operato del governo e agli indicatori economici. Conte ha attaccato Giorgia Meloni sostenendo che, in quattro anni, non sarebbe stata presentata una misura strutturale in grado di incidere sulla crescita. Secondo l’ex presidente del Consiglio, l’unico elemento in aumento sarebbe il peso politico di Fratelli d’Italia, non la forza economica del Paese.
Sechi ha respinto questa lettura e ha allargato la cornice, richiamando la situazione più generale dell’Eurozona. Nel suo intervento ha sostenuto che le criticità non riguarderebbero soltanto l’Italia, ma l’intero impianto europeo, messo alla prova da trasformazioni rapide e competizione internazionale. In questa prospettiva, ha attribuito a Meloni il merito di aver sollecitato la Commissione europea a una linea più incisiva.

Il quadro internazionale secondo Sechi: Europa tra Stati Uniti e Cina
Nel confronto è stato richiamato anche lo scenario globale: da un lato la supremazia tecnologica degli Stati Uniti, dall’altro l’avanzata della Cina nella manifattura e in comparti strategici come l’automotive. Sechi ha sottolineato che, in mezzo, l’Unione europea rischierebbe di rimanere schiacciata tra regole e vincoli, con una capacità di risposta giudicata insufficiente sul versante della crescita e della competitività.
Il segmento dedicato ai temi economici ha evidenziato ancora una volta la distanza tra le due impostazioni: Conte ha insistito sulla necessità di misure nazionali più incisive, mentre Sechi ha riportato l’attenzione sulla dinamica europea e sulla competizione globale. La discussione si è così chiusa mantenendo la stessa cifra della prima parte: confronto ordinato nei toni, ma con divergenze sostanziali e una dialettica rimasta costantemente su livelli elevati di tensione.