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“C’era anche lei”. Tu si que vales, lacrime e commozione in studio

“C’era anche lei”. Tu si que vales, lacrime e commozione in studio

Una presenza discreta, lontana dai riflettori eppure capace di attirare l’attenzione con la sua dolcezza. Nella puntata di Tu si que vales di sabato 24 ottobre 2026, tra esibizioni spettacolari, battute al vetriolo e momenti di grande emozione, in studio c’era anche una persona speciale. Accanto a Paolo Bonolis, infatti, è arrivata Silvia, la figlia avuta con Sonia Bruganelli, protagonista involontaria di alcuni dei momenti più teneri della serata. Una presenza che ha regalato al pubblico uno scorcio inedito del conduttore, abituato a dominare la scena con ironia e tempi comici impeccabili. Ma non è stato l’unico momento capace di lasciare il segno: tra una dichiarazione d’ammirazione di Maria De Filippi e le lacrime di Sabrina Ferilli, la puntata ha alternato leggerezza e commozione.

Tu si que vales, Paolo Bonolis e la tenerezza con la figlia Silvia

A catturare l’attenzione è stata la presenza di Silvia Bonolis, la primogenita di Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli, nata con un problema cardiaco congenito. Seduta accanto al padre, la giovane ha condiviso con lui alcuni momenti di grande dolcezza, mentre il conduttore le è rimasto vicino, tenendole la mano durante l’esibizione dei Musikè di classe, un gruppo di giovani artisti con disabilità.

Niente battute fulminanti o siparietti sopra le righe: in quei frangenti, a parlare sono stati soprattutto i gesti. Sorrisi, sguardi complici e una vicinanza che ha restituito un’immagine particolarmente affettuosa di Bonolis, lontano dai consueti ritmi dello spettacolo.

A rendere la scena ancora più tenera ci ha pensato Rafferty Coope, protagonista di un piccolo momento di magia. A suggerirgli un gesto speciale è stato proprio il conduttore, che gli ha chiesto: “Puoi fare una magia bellissima? Vai a dare un bacio a mia figlia?”. Il giovane si è quindi avvicinato a Silvia e le ha dato un delicato baciamano.

Un episodio semplice, ma capace di aggiungere una nota intima a una serata televisiva costruita tra talento e intrattenimento. Per qualche istante, il Bonolis mattatore ha lasciato spazio al papà, regalando al pubblico una parentesi di affetto spontaneo.

Tu si que vales, Sabrina Ferilli in lacrime per la storia di Gianmario

Se la presenza di Silvia Bonolis ha portato in studio una dolcezza tutta familiare, a far scendere la commozione è stata la storia di Gianmario Mastanti, coreografo dei Dream Ballet Studio. Il gruppo si è esibito sulle note di Sogna, ragazzo sogna, dedicando la performance al maestro che li ha accompagnati nel loro percorso.

Al termine della danza, una delle ragazze ha preso la parola per ringraziare Gianmario. È stato allora che il racconto ha assunto un significato ancora più profondo. Il coreografo ha parlato delle difficoltà affrontate e delle cure antitumorali a cui si è dovuto sottoporre più volte, sottolineando quanto il sostegno dei suoi allievi sia stato importante nei momenti più duri.

“Loro mi sono sempre stati vicini, anche nei momenti più brutti della mia vita, anche quando sono dovuto partire più volte per fare terapie antitumorali. Ho avuto più volte il cancro, ma posso dire che quando ero sopraffatto dalla paura, dal dolore e dalla rabbia, sapevo che nella scuola c’erano loro che stavano facendo il lavoro che io avrei fatto. Mi hanno sostenuto da tutti i punti di vista: emotivo, lavorativo. Qualsiasi problema svaniva perché loro mi davano tutta la forza di cui avevo bisogno”.

Parole che hanno colpito Sabrina Ferilli, visibilmente commossa. A notare la sua reazione è stata Maria De Filippi, che le ha lasciato spazio per spiegare che cosa l’avesse toccata così profondamente.

“Mi sono commossa per il fatto che il maestro guardasse l’alunna con una forma di ringraziamento e devozione nel momento in cui si parlava di vicinanza, malattia e sostegno e non viceversa. Una persona più grande che si appoggiava a una più giovane”.

Una riflessione che ha restituito tutta la forza di quel momento: non soltanto una storia di sofferenza, ma anche il racconto di un legame capace di resistere alle difficoltà e trasformarsi in sostegno reciproco.

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