E tra un pensiero e l’altro emerge anche un dettaglio che fa capire quanto i legami nel mondo dello spettacolo siano spesso più profondi di quanto immaginiamo: “Erano molto amiche, fu Enrica ad avvisarmi che stava male Eleonora”. Un retroscena che, detto così, colpisce dritto allo stomaco.
Eleonora Daniele annuncia la morte di Enrica Bonaccorti: il ricordo più personale
La conduttrice non si limita al classico omaggio istituzionale: porta in primo piano un rapporto vero, fatto di gesti e di momenti che non finiscono nei titoli. E racconta un episodio che dice tanto della Bonaccorti lontano dalle telecamere: “Mi è stata molto vicina nei momenti più importanti della mia vita poi ad un certo punto ho deciso di scrivere un libro sulla malattia mentale e lei teneva molto a questo tema e quando le chiesi di scrivere di ragazzi che avevano queste malattie lo fece subito senza esitare, accettò subito e ricordo le sue parole che ha scritto in questo libro molto forti e profonde, una grande osservatrice, e si è occupata più degli altri che di se stessa”.

Riccardo Bocca e l’omaggio in tv: “Un’assenza importante”
In studio interviene anche Riccardo Bocca, che tratteggia una Bonaccorti elegante e concreta, capace di rimanere “misurata” anche quando la vita non lo era affatto: “Un’assenza importante che abbiamo visto non solo all’apice della sua carriera ma anche negli ultimi anni: dopo che è stata male, ha continuato a raccontare l’Italia in tv ma anche attraverso la sua opera di scrittura, una narratrice con un rispetto sempre per chi ha guardato la tv, qualcosa che ogni tanto si dimentica, una guida precisa che lei ha mantenuto fino all’ultimo”.
Tradotto in chiave gossip (ma senza perdere rispetto): Enrica era una di quelle che non hanno mai avuto bisogno di urlare per farsi notare. E forse è proprio per questo che oggi, la sua assenza fa così rumore.
La carriera di Enrica Bonaccorti: Rai, Mediaset e programmi che hanno fatto epoca
Il suo curriculum è da “signora della tv”, di quelle che hanno attraversato decenni senza mai diventare una caricatura di se stesse. Attrice, conduttrice, autrice, radio e teatro: una vita in scena, ma con un’identità riconoscibile.
E nel racconto spunta anche una riflessione che pesa: “Lei non si è fatta sfruttare dalla tv, senza toni enfatici, senza rimarcare la sua sofferenza, ha saputo trasmettere il senso di coraggio e di fiducia, e questo è un grande valore umano”. In un mondo dove spesso tutto diventa “contenuto”, questa sì che è una rarità.


Il dettaglio inatteso: le “munizioni” di formaggio e la tv come casa
Ed ecco la chicca che non ti aspetti, quella che rende una persona immediatamente “vera” anche a chi non l’ha mai incontrata. Bocca racconta un’abitudine tenera e quasi cinematografica: “Lei ha vissuto la tv come casa, lei si portava delle micro confezioni di formaggio, che lei mangiava negli studi tv. Li chiamava “munizioni” e questa cosa fa amare il pubblico, che ama le persone vere, Enrica Bonaccorti ha sempre vissuto la televisione come casa, verità e identità”.
Tra l’altro, come se non bastasse, emerge pure la sua libertà totale nel vivere il personaggio senza farsi ingabbiare: “La bellezza meravigliosa di Enrica Bonaccorti che ha posato per Playboy per affermare la sua femminilità in modo libero e anche la capacità di affrontare un tabù come la morte, raccontando ciò che stava vivendo e facendolo diventare parte della vita. Una capacità di porsi come l’amica degli spettatori, senza ammiccare, una patologia, una scorciatoia che lei non ha mai avuto”.
E c’è persino un ultimo dettaglio che suona quasi incredibile oggi: “A me è accaduto 3 anni fa di lavorare con lei e non voleva essere pagata, perchè mi aveva detto che in quel periodo storico della sua vita voleva fare delle cose anche gratis, e questo per chi lavora in tv…”. Quando si dice: fuori dagli schemi davvero.
La malattia di Enrica Bonaccorti e il coraggio raccontato senza filtri
Solo dopo, con delicatezza, il racconto arriva alla parte più dura: Enrica Bonaccorti lottava contro un tumore al pancreas, un cancro aggressivo che alla fine non le ha lasciato scampo. Ma il punto, per chi la ricorda, è come ha attraversato quel periodo: con lucidità e dignità, senza trasformarlo in spettacolo.
Edoardo Lucarelli la saluta così: “Ci lascia un volto molto intelligente, sempre con l’attenzione giusta, il piglio giusto nel commentare notizie più liete come quelle più difficili. Poche settimane fa la ricordiamo al concerto di Renato Zero quando il cantautore romano è sceso fra il pubblico per permettere al pubblico stesso di salutarla. La malattia l’ha sopportata con grandissima dignità e forza: ha raccontato la sua malattia e la sua chemio senza paura, dando coraggio alle tantissime persone che stanno facendo lo stesso percorso”.
E aggiunge un passaggio che commuove, perché è una frase “sua”, quasi un manifesto: “Lei quasi si scusò dei suoi 4 mesi di assenza dopo l’operazione, dicendo che aveva fatto lo struzzo e che voleva tornare a volare, e l’esempio dell’amica Eleonora Giorgi le diede forza. Lei decise così di tornare e di parlare della sua malattia con tutta la sua forza che aveva”.

Le reazioni e le lacrime: Eva Grimaldi, Maria Teresa Ruta e gli altri ricordi
Quando partono le testimonianze, la diretta diventa un salotto di memoria collettiva. Eva Grimaldi, in collegamento telefonico, cede alla commozione: “Ho il nodo in gola, avete detto delle parole delle bellissime. Io l’ho conosciuta negli ultimi due o tre anni, l’ultimo ricordo che ho è quando è venuta a trovarmi a teatro e l’avevo fatta ridere. Era una donna con una grande anima, una bella persona, è stata un’ottima autrice, una mamma molto vicina alla sua figlia, non riesco a trattenere le lacrime, scusate”.
E Eleonora Daniele chiude quel momento con una frase che suona come una richiesta precisa da rispettare: “Chi conosce Enrica sa che lei voleva essere ricordata con un sorriso”.
Maria Teresa Ruta, invece, racconta un legame di quarant’anni, di quelli che nel mondo dello spettacolo non si improvvisano: “E’ stata la mia maestra nel 1985 1986, la conosco da 40 anni, abbiamo fatto insieme Italia Sera. Oggi è morto il corpo di Enrica ma il suo spirito vivrà in tutte le persone che l’hanno conosciuta. Non è stata solo una maestra ma anche un porto sicuro, l’affetto con lei non è mai cambiato e io ho imparato da lei la cosa più importante, non essere invidiosa e gelosa delle colleghe, lei non lo è mai stata. Avrebbe dovuto avere un po’ di più? Forse sì ma con lei si sono trovati tutti bene, da lei si imparava a diventare belle donne e brave persone, non soltanto conduttrici. Io sono attonita, l’ho saputo subito stanotte ma io non riesco a pensare che non ci sia più, il suo spirito vive in tutto quello che ha fatto e in tutte le persone che ha incontrato”.
Benedicta Boccoli, Andrea Roncato e l’addio finale di Bruno Vespa
Arriva anche il ricordo di Benedicta Boccoli, che sottolinea il lato artistico e “totale” di Enrica: “Ho fatto il mio primo lavoro con lei, era una di noi, andavamo a cena con lei nonostante fosse il nostro capo. Era la mia eroina, è sempre stata un’artista, non soltanto una conduttrice, ha sempre avuto una grande sensibilità artistica, e penso che poteva meritare di più. Ha scritto una canzone meravigliosa che è La lontananza di Modugno, i grandi artisti si sono accorti di lei, e credo che alla fine rimarrà nella memoria di tutti per la sua dolcezza, era una persona per bene”.
Andrea Roncato confessa lo shock iniziale, quel momento in cui speri sia una notizia sbagliata: “Chi era non era legato a lei? Questa mattina quando ho letto la notizia non ci credevo, sono andato a cercare altre notizie e qualcuno diceva fake news, mi ero quasi rilassato poi purtroppo la verità è emersa, Enrica se ne è andata. Io sono rimasto tanto male, la conoscevo da tantissimo, una persona speciale nell’ambiente dello spettacolo, col sorriso sulle labbra, piena di iniziative, una donna intelligente che sapeva andare avanti sempre, potevi parlarci di qualsiasi cosa, non c’era un argomento che non conosceva, sapeva di tutto. Non era solo una conduttrice, un’artista, ha fatto di tutto, era un piacere parlare con lei perchè era sempre un insegnamento e sono rimasto proprio male, una grossa perdita perchè poteva dare ancora tantissimo alla tv, allo spettacolo e a tutti noi, credo che mancherà tanta anche al pubblico”.
Infine, Bruno Vespa riassume il sentimento generale con parole nette: “Una brutta notizia, purtroppo attesa, una grande professionista, amica sincera. Venne tante volte a Porta a Porta e la prima volta nel 1998 e giocò a flipper, poi l’ultima volta nel 2018 quando ha ricordato il suo primo incontro con Domenico Modugno. Una perdita grande perchè una grande donna e una professionista ineccepibile, una bellissima voce, una bella presenza e un carattere forte, mi dispiace davvero tanto”.
Restano i ricordi, le “munizioni” di formaggio, la libertà di essere se stessa e quel desiderio semplice che oggi suona come un invito: ricordarla con un sorriso.