La perizia sulla camminata e la ricostruzione del 13 agosto 2007
Al centro delle argomentazioni richiamate in trasmissione resta la perizia sulla camminata di Alberto Stasi. Secondo quanto ricostruito nel percorso giudiziario, tale accertamento contribuirebbe a escludere che il giovane sia entrato nella villetta di via Pascoli alle 13:30 del 13 agosto 2007, come da lui dichiarato, nel momento in cui avrebbe trovato il corpo di Chiara Poggi.
Tra gli aspetti richiamati, viene indicata l’assenza di tracce compatibili con il passaggio di Stasi all’interno dell’abitazione: le macchie di sangue sul pavimento risultano infatti descritte come non alterate dal transito di una persona. È stato inoltre ricordato che sul tappetino dell’auto utilizzata subito dopo la presunta scoperta non sarebbero state rilevate tracce ematiche.

"Ci sono almeno due passaggi nel racconto di Stasi che sono impossibili"
— Quarto Grado (@QuartoGrado) January 30, 2026
La criminologa Roberta Bruzzone anticipa a #Quartogrado lo studio che poi sottoporrà alla parte civile pic.twitter.com/rl1G44myMw
Le conclusioni dei giudici e il confronto in studio
Gli elementi richiamati hanno portato i giudici a ritenere che Stasi non sarebbe entrato nella villetta dopo la morte di Chiara Poggi e che, di conseguenza, la conoscenza di quanto accaduto sarebbe compatibile con una sua partecipazione all’omicidio. In questo quadro, la consulenza annunciata da Roberta Bruzzone, secondo quanto da lei riferito, avrebbe lo scopo di rafforzare ulteriormente la ricostruzione, aggiungendo dettagli e incongruenze collegati al racconto dell’imputato durante le indagini.
In trasmissione si è acceso anche un confronto con il giornalista e saggista Carmelo Abbate, che ha contestato la scelta di consegnare la consulenza esclusivamente alla parte civile. Abbate ha dichiarato: “I diritti di Stasi sono stati calpestati dalla giustizia. C’è un indagato per omicidio (Sempio, nrd), la parte civile dovrebbe essere aperta a qualunque ipotesi. Ma riceve perizie sull’unico condannato”. Ha inoltre accusato Bruzzone di accanirsi sulla “povera gente“, riferendosi ad Alberto Stasi, riaprendo il confronto pubblico sul caso di Garlasco.