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“In camerino prima dell’intervista…”. Bomba di Pierluigi Diaco, solo ora vuota il sacco su Alberto Ravagnani

La polemica nata dopo l’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani continua a tenere banco. Il confronto andato in onda il 3 novembre a BellaMa’, segnato da domande sulla vita privata dell’ex sacerdote, ha acceso critiche e discussioni anche nei giorni successivi.

Al centro della vicenda non ci sono soltanto i temi affrontati, dalla castità alla sessualità, ma soprattutto il tono con cui sarebbero stati proposti. Ravagnani ha scelto di concentrarsi sul percorso a Ballando con le Stelle, mentre Diaco è tornato a spiegare le ragioni delle sue scelte in una telefonata con Le Iene.

Pierluigi Diaco a Le Iene: il caso Alberto Ravagnani

Nella puntata del 5 novembre, l’inviato Gaston Zama ha raggiunto telefonicamente Pierluigi Diaco per raccogliere il suo punto di vista. In un primo momento, il conduttore Rai ha fatto sapere di non voler aggiungere altro a quanto già dichiarato sulla vicenda.

Nel corso della conversazione, tuttavia, Diaco ha approfondito la propria posizione. Ha rivendicato il diritto del pubblico di esprimere critiche, ma ha anche precisato di non voler cambiare approccio professionale sulla base delle reazioni maturate online.

Diaco contro la pressione dei social

Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato il rapporto tra il conduttore e i social network. Diaco ha dichiarato di non utilizzare direttamente tali piattaforme e ha contestato l’idea che il confronto televisivo debba essere condizionato dalle discussioni sul web.

“Mi rendo conto che qualsiasi cosa io faccia possa essere legittimamente criticata. Io non ho neanche i social e non mi piace l’era digitale, la ritengo una fiera della vanità, quella dei social. Siccome ho il privilegio di potermi esprimere in radio e televisione, che per me sono mezzi più belli ancora, non cedo al ricatto della dittatura social”.

Parole con cui il giornalista ha ribadito la sua volontà di mantenere indipendente il proprio lavoro dalle dinamiche digitali. La discussione, però, resta aperta proprio per le modalità dell’intervista a Ravagnani.

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