Il giudizio espresso dal conduttore sullo stop di Striscia nell’access prime time è stato netto. Iacchetti ha dichiarato: “Striscia è morta, l’hanno uccisa, come l’Uomo Ragno…”. Una frase che sintetizza il suo dispiacere per il ridimensionamento del format, pur senza mettere in discussione il valore della sua lunga storia televisiva.
Secondo quanto riferito da Iacchetti, il programma avrebbe potuto continuare il proprio percorso attraverso un rinnovamento più marcato. Il conduttore ha aggiunto: “Avrebbe dovuto vivere fino all’ultimo spettatore…Bastava cambiargli connotazione…”. Il riferimento è alla possibilità di modificare linguaggio, impostazione o alcuni elementi della formula, adattandoli a un pubblico e a un mercato televisivo profondamente cambiati.

Gli ascolti tv e la scelta di Mediaset
La parte centrale della ricostruzione riguarda gli ascolti tv, elemento determinante per le reti private. Iacchetti ha collegato l’uscita di Striscia dalla sua tradizionale collocazione al successo ottenuto da La Ruota della Fortuna, condotta da Gerry Scotti e capace di raggiungere risultati molto rilevanti nella stessa fascia.
Il presentatore ha spiegato: “Siccome nella Tv commerciale si fanno sempre i conti, hanno fatto l’esperimento Gerry Scotti che con la Ruota è riuscito a battere i pacchi…Noi siamo rimasti sui nostri 2 milioni mentre lui ne faceva 5…”. Nel suo ragionamento, la distanza fra i dati d’ascolto avrebbe reso inevitabile una verifica della strategia editoriale da parte dell’azienda.
La valutazione, come chiarito dal conduttore, risponde a una logica strettamente industriale. “Qual è la logica commerciale? Togli quello che fa 2 milioni e metti quello che ne fa 5…”. Il riferimento è al confronto tra un programma che manteneva una base di pubblico significativa e un nuovo titolo in grado di attrarre numeri più elevati.
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