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Garlasco, De Rensis choc: l’annuncio in tv e in studio cala il gelo assoluto

La posizione di De Rensis e l’intervento del generale Garofano

Nel corso della puntata, Milo Infante ha rivolto una domanda al generale Luciano Garofano per comprendere come le nuove attività consulenziali possano portare a concludere che il movente sia collegato al materiale presente nel computer di Stasi. Prima della risposta dell’ex comandante dei Ris, è intervenuto nuovamente l’avvocato De Rensis, affermando: “Non ci arriviamo, il movente non c’è”.

Successivamente ha preso la parola il generale Garofano, che ha invitato a procedere con cautela nell’interpretazione dei nuovi elementi: “Sono d’accordo con l’avvocato, dobbiamo procedere con cautela. Noi abbiamo delle anticipazioni, ma i consulenti hanno un profilo elevato, basti pensare all’ingegner Reale, al dottor Bassetti. Sono d’accordo quando in altre trasmissioni ha detto come sia importante analizzare anche il computer di Chiara, se luce va fatta, dobbiamo farla su tutti e due i computer. Se Chiara ha davvero aperto quella cartella cadiamo nella soggettività, l‘autorità giudiziaria fa riferimento ad alcuni segreti tenuti dal fidanzato in merito a immagini terribili”.

Il conduttore televisivo Milo Infante durante una trasmissione

“Immagini terribili” e possibili reazioni emotive

A fronte di queste considerazioni, il conduttore ha rivolto una domanda diretta all’ex capo dei Ris: “Ma sono così terribili?”. La risposta di Garofano è stata: “Sì, sono terribili, incredibili, me lo hanno riferito. Dal titolo delle cartelle si capisce. Questo può avere generato uno shock incredibile, un dolore in Chiara”.

Milo Infante ha tuttavia sottolineato che, secondo quanto emerso, “Le immagini e i video contenuti in queste cartelle sono come quelli che troviamo, purtroppo o per fortuna, in qualunque sito pornografico accessibile ancora oggi a tutti”.

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La conclusione del legale di Stasi e le questioni ancora aperte

Nella parte finale del confronto, l’avvocato Antonio De Rensis è tornato sul tema del movente e sulla valutazione del materiale pornografico, con una considerazione generale sul rapporto tra rappresentazioni estreme e condotte criminali: “I giudici hanno solo ipotizzato. Nel panorama pornografico ci sono le gang bang, dove una donna fa l’amore con quattro o cinque uomini, non mi risulta vengano dette poesie in quelle situazioni. Un film porno ha una rappresentazione sbagliata, dove una donna viene trattata come non viene trattata normalmente negli atti sessuali. Questi film sono visti da miliardi di esseri umani, ma non ci sono miliardi di assassini, quello che appare sconvolgente è soggettivo. Per qualcuno fare uno scambio di coppia è devastante, per altri è la normalità, non mi risulta che chi lo fa sia una persona deviata, è solo una persona che ha una sessualità particolare”.

Il dibattito televisivo ha così riportato l’attenzione su uno degli aspetti più discussi del delitto di Garlasco: l’assenza di un movente univocamente accertato. In attesa di eventuali nuovi sviluppi investigativi e delle risultanze delle consulenze annunciate, il caso continua a essere oggetto di analisi giudiziaria e mediatica.

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