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Garlasco, la rivelazione inaspettata in Tv: “La stradina che porta sul retro della casa di Sempio…”

Una possibile via di fuga tra giardino, corso d’acqua e strade secondarie

Dal retro della villetta dei Poggi, come illustrato da Emanuele Canta, è sufficiente percorrere pochi metri per raggiungere un piccolo canale. Questo elemento geografico viene mostrato in diretta come un punto di snodo rilevante, poiché collegato a un corso d’acqua più ampio che attraversa la campagna circostante Garlasco. In studio viene ricordato come proprio lungo questo sistema di canali sia stato ritrovato, a suo tempo, un sacco contenente abiti macchiati di rosso.

Quel reperto, rinvenuto in un tratto di campagna e analizzato dagli inquirenti, non ha restituito tracce certe di sangue, ma nel corso degli anni è stato spesso richiamato nell’ambito del caso Poggi. Alcuni osservatori hanno ipotizzato un collegamento indiretto con l’omicidio, soprattutto per la posizione del ritrovamento e per il sospetto che si potesse trattare di indumenti usati durante il delitto. Formalmente, tuttavia, non sono state accertate correlazioni definitive con la morte di Chiara.

Consapevole di questi limiti, l’inviato di Mattino 5 sottolinea con prudenza la portata di tali suggestioni. Su questo passaggio, infatti, Emanuele Canta dichiara: “Difficile che gettando un sacco qui, possa arrivare in quella zona di campagna in cui è stato rinvenuto, però può essere stato uno spunto, l’assassino potrebbe aver pensato di gettarli più avanti lungo il canale principale”. Una frase che ribadisce come la dinamica ipotizzata non costituisca una prova, ma un possibile scenario da valutare alla luce della morfologia del luogo.

Il servizio prosegue documentando il percorso lungo il piccolo argine che costeggia il canale. La telecamera segue l’inviato mentre risale l’argine, mostrando la distanza ridotta tra il retro della villetta e la prima via pedonale accessibile. Questo tratto viene presentato come un passaggio appartato, lontano dal traffico veicolare, che potrebbe teoricamente aver favorito lo spostamento rapido e discreto di una persona determinata ad allontanarsi senza essere notata.

Ritratto di Andrea Sempio, figura citata nelle nuove ricostruzioni sul delitto di Garlasco

Il collegamento con il canale e il ritrovamento del sacco di vestiti

Secondo quanto illustrato nella trasmissione, il canale che scorre subito dietro l’abitazione dei Poggi rappresenta il primo elemento chiave di questa ipotesi ricostruttiva. L’acqua, incanalata lungo un corso secondario, va a confluire nel canale principale che attraversa la zona agricola dove, anni fa, è stato individuato il sacco con i vestiti sporchi di rosso. La trasmissione ricorda come questo dettaglio geografico abbia sollevato, nel tempo, interrogativi sui possibili collegamenti tra la scena del crimine e il luogo del ritrovamento.

Nonostante l’assenza di riscontri scientifici decisivi, l’associazione tra i due punti continua a essere oggetto di discussione, anche in ragione della relativa vicinanza fisica. Nel servizio viene spiegato che un ipotetico autore del delitto, nel tentativo di disfarsi rapidamente di indumenti compromettenti, avrebbe potuto prendere in considerazione il canale come via per allontanare le prove materiali.

Area rurale con il canale vicino alla villetta dei Poggi a Garlasco

L’approfondimento e considerazioni: nuovi appigli su Garlasco

L’inviato evidenzia tuttavia che la dinamica idrica non rende scontato un collegamento diretto tra il punto in cui si trova sul posto e la precisa zona di campagna in cui il sacco è stato effettivamente recuperato. Le parole “Difficile che gettando un sacco qui, possa arrivare in quella zona di campagna” servono proprio a marcare i limiti di questa ipotesi, che resta una semplice possibilità teorica.

La riflessione proposta in tv punta quindi a un duplice obiettivo: da un lato, richiamare l’attenzione sulla rete di canali che circonda Garlasco; dall’altro, mostrare come un percorso alternativo di fuga possa integrare l’uso dell’acqua come vettore di dispersione di eventuali reperti. In questo senso, la ricostruzione televisiva non presenta nuove prove, ma invita a considerare con maggiore attenzione la geografia del territorio a ridosso della villetta.

Immagine di Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

Da via Toledo al percorso pedonale verso la casa di Andrea Sempio

Proseguendo lungo il tragitto mostrato in diretta, l’inviato risale l’argine del canale fino a raggiungere rapidamente via Toledo, una strada pedonale descritta come poco trafficata e frequentata principalmente dai residenti della zona. Si tratta di un percorso defilato, che non rientra tra le arterie principali del paese, e che proprio per questo viene indicato come una possibile via di fuga discreta.

Nella spiegazione fornita da Emanuele Canta, la scelta di soffermarsi su via Toledo è legata alla sua natura di strada utilizzata quasi esclusivamente da chi abita nei dintorni. Questo elemento, messo in rilievo anche in studio, suggerisce che un eventuale passaggio lungo questa via, in un orario compatibile con il momento dell’omicidio, avrebbe avuto minori probabilità di essere osservato da estranei o da un grande numero di testimoni occasionali.

Stradina pedonale che conduce verso il retro della casa di Andrea Sempio a Garlasco

Il percorso pedonale che collegherebbe le due abitazioni

Dalla zona di via Toledo, secondo quanto illustrato nel servizio, è sufficiente camminare per pochi minuti per immettersi in una stradina pedonale ancora più appartata. Questo passaggio, mostrato dalle immagini, viene descritto come un vialetto di collegamento che termina nei pressi dell’area retrostante la casa di Andrea Sempio. L’inviato precisa in diretta che è “al termine della quale si accede al retro della casa di Andrea Sempio”, collegando così idealmente il punto di partenza, ossia il retro della villetta di Chiara Poggi, con l’abitazione di Sempio attraverso una sequenza di passaggi pedonali e argini di canale.

Durante il confronto con lo studio, viene rimarcato più volte che si tratta di una ricostruzione ipotetica e non di un accertamento giudiziario. Il servizio di Mattino Cinque specifica infatti che quanto mostrato non rappresenta una prova, ma un possibile scenario basato sulla concreta disposizione delle strade e dei canali. L’intento dichiarato è quello di evidenziare come la topografia locale possa suggerire percorsi che, in passato, potrebbero non essere stati analizzati con la stessa attenzione in sede mediatica.

Il ruolo della geografia del luogo nelle nuove ipotesi sul caso

La scelta di concentrarsi sul reticolo di stradine e corsi d’acqua attorno alla villetta dei Poggi rientra in un più ampio tentativo di rilettura del caso di Garlasco. Negli anni, l’attenzione si è spesso focalizzata sugli elementi processuali, sulle testimonianze e sulle perizie tecniche, mentre la rappresentazione dettagliata dei possibili spostamenti immediatamente successivi al delitto ha ricevuto, a tratti, un’attenzione meno sistematica in sede televisiva.

Il servizio di Mattino 5 si inserisce dunque in questa prospettiva, proponendo una narrazione lineare dei luoghi e delle connessioni viarie disponibili. La geografia, in questo contesto, viene trattata come una componente fondamentale per comprendere la plausibilità di eventuali vie di fuga. L’idea è che la combinazione tra un giardino sul retro, un canale adiacente, un argine percorribile a piedi e una strada pedonale scarsamente frequentata possa delineare un tragitto coerente per chiunque avesse voluto allontanarsi velocemente dalla scena del crimine.

Nel corso del collegamento, viene ribadito come simili ricostruzioni non abbiano la funzione di sostituirsi al lavoro degli inquirenti, ma semmai di portare all’attenzione pubblica alcuni dettagli logistici che potrebbero risultare utili in una valutazione complessiva. La trasmissione sottolinea che spetta alle autorità competenti decidere se e in che misura questi elementi meritino ulteriori approfondimenti.

In sintesi, la nuova ricostruzione televisiva non introduce nuove prove materiali nel delitto di Garlasco, ma mette in evidenza una possibile sequenza di luoghi che collega il retro della casa di Chiara Poggi al retro della casa di Andrea Sempio, passando per un canale, un argine e strade pedonali poco visibili. Un percorso che, secondo quanto illustrato, potrebbe rappresentare una delle tante ipotesi ancora da valutare nel quadro complessivo di uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni in Italia.

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