Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Garlasco, volano stracci a Mattino 5: è scontro De Rensis-Lombardi

Il muro dell’impronta 33: “I lavori non si possono toccare”

Lo scontro si è concentrato rapidamente anche su un altro punto cruciale della vicenda: l’esistenza o meno di tracce biologiche specifiche su un reperto chiave, la cosiddetta “impronta 33”. L’avvocato De Rensis, richiamando il lavoro dei suoi esperti, ha toccato il tema della presunta macchia di sangue associata a tale impronta. “Sto parlando della questione dell’impronta e della macchia di sangue,” ha precisato il legale. Ha inoltre aggiunto un elemento di contesto cruciale, citando il procuratore generale: “Finisco dicendo che per fortuna l’eventuale testimonianza sullo scontrino e altri dati sono secretati perché questa indagine come detto dal procuratore generale non guarda in faccia nessuno.”

Tuttavia, il giornalista Lombardi ha prontamente corretto l’affermazione del legale, sostenendo che non vi è alcuna prova scientifica certa a supporto di quanto asserito: “Correggiamo quanto detto spiegando che nessuna consulenza nota dimostra che il sangue c’è su quella impronta a oggi il sangue non c’è,” ha proseguito il giornalista. L’implicita messa in discussione della validità delle perizie difensive ha portato De Rensis alla sua dichiarazione più forte, con cui ha voluto chiudere in modo categorico la disputa, blindando il lavoro della sua squadra: “Allora chiariamo dicendo che l’impronta 33 è come il muro e i lavori dei nostri consulenti davanti a me non si possono toccare.”

Leggi anche: “Lei si vede premier?”. La risposta di Elly Schlein a Formigli sorprende tutti

L

Implicazioni e prospettive del dibattito mediatico

L’accesissimo dibattito andato in onda su Canale 5 non è stato un semplice scontro televisivo, ma il riflesso delle profonde tensioni che circondano il Caso Garlasco. L’intervento di De Rensis ha avuto l’evidente scopo di riequilibrare la percezione pubblica sulla colpevolezza di Alberto Stasi, spostando l’attenzione dai vecchi indizi (come la telefonata al 118) alla presunta inconfutabilità scientifica della nuova traccia genetica, quando questa non riguarda il suo assistito.

La cautela espressa da Lombardi e la sua insistenza sull’assenza di evidenze certe di sangue sull’impronta 33 mostrano come il fronte giornalistico e d’opinione sia diviso sulla forza probatoria degli elementi scientifici emersi. Il riferimento alla segretezza di scontrini e testimonianze da parte di De Rensis conferma che l’indagine è in una fase estremamente delicata, dove ogni elemento viene analizzato con la massima attenzione dalla Procura Generale. Lo scontro verbale tra le parti in causa non fa che alimentare l’interesse e il dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse della giustizia di fronte a questa nuova e potenziale verità scientifica.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2025 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure