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“Ho un piano pronto da anni”, Corona sconvolge tutti a Cartabianca: la morte programmata

Le parole di Diego Dalla Palma sul fine vita

Una delle voci che ha riacceso il dibattito nei mesi scorsi è stata quella di Diego Dalla Palma, celebre make-up artist e imprenditore italiano. In diverse interviste, tra cui un lungo colloquio con il Corriere della Sera, Dalla Palma ha parlato apertamente di come abbia deciso di programmare la propria morte prima degli 80 anni, spiegando con lucidità il proprio piano. “Ho già organizzato tutto. Con un avvocato e un notaio” ha detto, rivelando di aver consultato anche un medico e di voler trascorrere gli ultimi momenti della vita in un luogo a lui caro all’estero, con un composto che gli permetterà di andarsene velocemente e senza sofferenza.

“Non voglio assolutamente affrontare il numero 80” ha aggiunto, spiegando che la decisione non nasce da una malattia incurabile, ma da una riflessione sulla perdita di autonomia e sulla dignità del corpo che cambia col tempo. Secondo Dalla Palma, il congedo sarà un momento riservato e sereno: “Prima trascorrerò un momento meraviglioso: mangerò bene, berrò un buon vino… Poi me ne andrò gioiosamente”. Questo approccio, raccontato anche durante una partecipazione a Verissimo, ha suscitato reazioni e discussioni nel pubblico e nei media, soprattutto per il modo diretto in cui riguarda aspetti esistenziali profondi e poco affrontati.

"Ho un piano pronto da anni", Corona sconvolge tutti a Cartabianca: la morte programmata

Mauro Corona e la riflessione su una questione delicata

Nella parte conclusiva della puntata, il dibattito ha toccato direttamente il tema delle scelte personali sulla fine della vita. Mauro Corona, scrittore e alpinista, ha voluto esprimere la propria posizione con estrema chiarezza: “Ho già tutto il piano pronto, sono anni”, riferendosi alla volontà di decidere in autonomia il momento in cui porre fine alla vita qualora le condizioni non fossero più accettabili. Corona ha aggiunto: “Quando mi vedrò in condizioni non più accettabili deciderò io per me. Si cerca sempre, brontolando, di migliorare la condizione della vita, ma io vorrei che si migliorasse la condizione della morte”. Con queste parole ha sollevato nuovamente questioni che riguardano la dignità, l’autonomia individuale e il modo in cui ciascuno immagina il proprio ultimo capitolo, riprendendo così un discorso che, tra provocazioni e riflessioni personali, ha già attraversato altre dichiarazioni pubbliche negli ultimi mesi.

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