Le posizioni dall’11° al 20° posto
Nella fascia centrale della classifica, dall’undicesima alla ventesima posizione, compaiono: Lda e Aka 7even, Luchè, Bambole di pezza, Levante, J-Ax, Tredici Pietro, Samurai Jay, Raf, Malika Ayane ed Enrico Nigiotti. Un blocco eterogeneo, in cui sono confluiti progetti pop, rap e cantautorato, riflettendo l’impianto trasversale del cast di quest’anno.
Il posizionamento in questa zona della graduatoria è spesso determinato da differenze contenute tra giurie e pubblico. Con un sistema che bilancia sala stampa, radio e televoto, la distribuzione dei consensi può cambiare rapidamente tra una serata e l’altra, influenzando la somma finale dei punteggi.
La parte bassa della classifica
Nelle posizioni più basse della classifica si sono collocati Maria Antonietta e Colombre, Michele Bravi, Francesco Renga, Patty Pravo, Chiello, Elettra Lamborghini, Dargen D’Amico, Leo Gassmann, Mara Sattei ed Eddie Brock. La graduatoria finale, come di consueto, fotografa l’esito complessivo della competizione e non soltanto l’impatto di una singola performance.
La delusione e le reazioni del pubblico
Tra i nomi più discussi nel bilancio post-finale figura Serena Brancale, indicata da una parte di pubblico e osservatori come artista che avrebbe potuto ottenere un piazzamento più alto. Il brano presentato in gara, dedicato alla madre scomparsa, è stato al centro di reazioni intense in sala e online, con fischi all’Ariston e numerosi commenti sui social che hanno parlato di “ingiustizia bella e buona”.
Il riscontro pubblico, in questi casi, si concentra spesso su due livelli: da un lato la ricezione emotiva della canzone e dell’interpretazione, dall’altro la percezione di come il sistema di voto possa incidere sui distacchi finali. In ogni caso, la partecipazione al Festival di Sanremo 2026 ha garantito a Brancale un’attenzione ampia, sostenuta anche dai riscontri arrivati da fan e colleghi nei giorni della kermesse.

I premi collaterali e i riconoscimenti
Oltre alla classifica generale, l’edizione 2026 ha assegnato i tradizionali premi paralleli. Il premio della critica Mia Martini è stato conferito a Fulminacci per Stupida sfortuna, con 26 preferenze su 102 voti validi espressi dalla sala stampa. Nella graduatoria del premio hanno seguito Ermal Meta e Levante.
Il premio sala stampa Lucio Dalla è andato a Serena Brancale con Qui con me. La stessa artista ha inoltre conquistato il premio Tim, risultando la più votata dal pubblico tramite i canali social e l’app dedicata, elemento che evidenzia una forte mobilitazione digitale attorno alla sua proposta.
Il premio Giancarlo Bigazzi per il miglior componimento musicale è stato assegnato a Che fastidio! di Ditonellapiaga, sulla base delle preferenze espresse dai professori d’orchestra. Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo è invece andato a Male necessario di Fedez e Marco Masini, riconoscimento dedicato alla scrittura e alla costruzione narrativa del brano.

Le quattro serate prima della finale: chi era emerso
Nel percorso che ha portato all’epilogo, le serate precedenti avevano già delineato alcuni equilibri. La prima serata, valutata esclusivamente dalla sala stampa, aveva indicato tra i più apprezzati Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Fedez e Masini, senza un ordine di piazzamento.
La seconda serata, con il voto congiunto di radio e televoto, aveva invece messo in evidenza Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7Even, Nayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta. Un risultato che ha mostrato da subito la capacità di alcuni progetti di tenere insieme preferenze differenti tra pubblico e giurie.
La terza serata aveva premiato Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci, anticipando parte della composizione della zona alta della graduatoria finale e confermando la continuità di rendimento di alcuni artisti nell’arco dell’intero Festival.
La quarta serata, dedicata alle cover e con classifica autonoma, ha visto vincere Ditonellapiaga con TonyPitony, seguita da Sayf con Alex Britti e Mario Biondi e da Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma. Pur non incidendo direttamente sulla gara degli inediti, la serata cover contribuisce tradizionalmente a orientare l’attenzione e la percezione del pubblico, consolidando narrazioni e aspettative in vista della finale.

Il verdetto finale: vittoria e quadro complessivo
Al termine della competizione, la somma dei voti ha confermato la vittoria di Sal Da Vinci e l’ordine definitivo della classifica finale di Sanremo 2026. L’edizione si è caratterizzata per un cast distribuito tra generi e generazioni, con un equilibrio costruito attraverso un sistema di voto tripartito e una progressione in più serate che ha reso determinante la continuità dei risultati.
Con la chiusura del Festival, restano i numeri della classifica e l’elenco dei premi collaterali, che completano il quadro dei riconoscimenti ufficiali. Per artisti e addetti ai lavori, come ogni anno, il risultato finale si intreccia anche con l’impatto mediatico, l’andamento sulle piattaforme e la visibilità costruita durante la settimana sanremese, elementi che si misureranno nelle settimane successive alla conclusione della manifestazione.