L’apertura con il ricordo dei colleghi scomparsi
L’avvio della conferenza è stato segnato da un momento di raccoglimento. Un giornalista ha ricordato Giovanni Paoli, Alfredo Saitto e Pietro Bevilacqua, tre colleghi scomparsi nel corso dell’anno. La sala stampa ha reagito con un applauso prolungato, a sottolineare il valore comunitario del lavoro giornalistico nella cornice del Festival.
Questi passaggi, pur esterni al programma artistico, inquadrano il Festival anche come appuntamento professionale e mediatico, nel quale la presenza della stampa è parte integrante del racconto dell’evento e del suo impatto sul pubblico.


L’omaggio a Pippo Baudo: la citazione di Conti
Nel percorso di avvicinamento al Festival, Conti ha dedicato un omaggio a Pippo Baudo anche attraverso un testo introduttivo al Quaderno 51 del Teatro Ariston, pubblicazione che raccoglie immagini e memorie legate alla sua presenza a Sanremo. Nella citazione riportata, Conti ha affermato: «La differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo può fare chiunque; il conduttore è un regista in scena, colui che detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui».
Il riferimento si collega a un’idea precisa di conduzione, con attenzione ai tempi televisivi, alla gestione del palco e alla capacità di tenere insieme performance musicali e narrazione. Il quaderno, per impostazione, mira a collocare Baudo tra i protagonisti più riconoscibili della storia del Festival.
Il palco “immersivo” dell’Ariston firmato Riccardo Bocchini
Tra le informazioni emerse nel percorso di presentazione del Festival, trova spazio anche la descrizione del nuovo palco del Teatro Ariston, progettato dallo scenografo Riccardo Bocchini. La novità annunciata è un impianto definito “immersivo”, con una configurazione pensata per ridurre la separazione tra fondale e platea e per integrare in modo più uniforme artisti, orchestra e pubblico.
Secondo quanto riportato, l’asimmetria della struttura introduce un cambiamento rispetto alla frontalità tradizionale, con l’obiettivo di amplificare l’esperienza visiva sia in teatro sia in televisione. L’intervento viene presentato come un aggiornamento funzionale alla messa in scena contemporanea.
Le novità scenografiche incidono su diversi aspetti organizzativi: posizionamento delle telecamere, gestione delle luci, movimenti degli artisti e tempi di cambio palco, elementi che contribuiscono a definire il ritmo delle serate.
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Artisti, clima pre-Festival e il dato sulle suonerie
Nelle ore precedenti all’incontro, diverse dichiarazioni degli artisti in gara hanno contribuito a delineare l’atmosfera che accompagna l’avvio della settimana. Tra le frasi riportate, Fedez, in gara insieme a Marco Masini, ha parlato del loro pezzo come di “un grido liberatorio che sono certo arriverà alle persone”. Le dichiarazioni sono arrivate a margine di un evento organizzato dal Corriere della Sera sul molo di Portosole.
Alla vigilia della 76esima edizione emerge anche un dato di consumo culturale legato all’ascolto quotidiano. Secondo una ricerca EMG Different, sono 1,9 milioni gli italiani che hanno impostato una canzone del Festival come suoneria del proprio cellulare. La rilevazione indica, al primo posto, “Balorda nostalgia” di Olly, seguita da “La cura per me” di Giorgia e “La Notte” di Arisa. Tra i brani citati compaiono anche “Vita Spericolata” di Vasco Rossi, “Piazza Grande” di Lucio Dalla e “Maledetta Primavera” di Loretta Goggi.