La replica di Marco Travaglio sugli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran
Il giornalista ha citato in modo esplicito gli attori coinvolti e ha formulato un giudizio netto sul rischio per la stabilità internazionale.
“Qui hanno cominciato naturalmente gli americani che insieme agli israeliani sono la peggiore minaccia per la pace nel mondo, forse dai tempi di Nagasaki. Putin è responsabile della sua invasione illegale e criminale dell’Ucraina, Trump e Netanyahu sono responsabili del loro attacco illegale e criminale all’Iran. Vedremo se si tradurrà anche in un’invasione di terra diretto o per interposte milizie curde”.
Travaglio a Otto e Mezzo critica l’ipocrisia internazionale: si condanna l’Iran ma si inviano armi a Qatar e Arabia Saudita che limitano allo stesso modo i diritti di donne e omosessuali.#La7 #Ottoemezzo #Medioriente #Iran #Diritti pic.twitter.com/UYSNtBt2dI
— Otto e Mezzo (@OttoemezzoTW) March 6, 2026
Energia, sanzioni e politica estera: i punti sollevati in studio
Nel prosieguo dell’intervento, Travaglio ha collegato gli sviluppi internazionali alle ricadute economiche, soffermandosi sul tema delle sanzioni alla Russia e sul quadro delle scelte energetiche europee. Il riferimento è stato alla coerenza delle reazioni politiche e diplomatiche rispetto a diverse crisi internazionali.
“Ma il tema riguarda la nostra situazione energetica: che senso ha continuare a tenere in piedi 20 pacchetti di sanzioni alla Russia per aver fatto esattamente quello che fanno i nostri alleati americani e israeliani impunemente, senza una sanzione e senza una reazione di nessun genere, se non la fuga della nostra presidente del Consiglio e la complicità di quasi tutti i governi europei, tranne che di quello spagnolo?”.
Il passaggio su gas e infrastrutture strategiche
Successivamente, il direttore del Fatto Quotidiano ha posto l’accento sulla gestione dell’emergenza energetica e su decisioni considerate cruciali per l’Italia e l’Europa, facendo riferimento anche al caso dei gasdotti Nord Stream.
“Cosa si deve fare in una situazione di emergenza come questa? A brigante, brigante e mezzo. Si ricomincia subito a comprare il gas dove costa meno, signori. Ma scusate, a noi hanno fatto saltare i gasdotti Nord Stream. Se l’avessero fatto i russi o gli iraniani, staremmo qui a dire che era il più grave attacco a un’infrastruttura strategica europea dal dopoguerra. Lo hanno fatto gli ucraini. Li abbiamo bombardati? No, abbiamo continuato ad armarli e a finanziarli. Ma finiamola con questa ipocrisia che danneggia soltanto noi”.
Regimi, alleanze e Medio Oriente: l’ultima parte del botta e risposta
Il confronto in studio si è infine spostato sul tema delle alleanze occidentali e sulla valutazione dei regimi autoritari nell’area mediorientale. Travaglio ha richiamato, nello specifico, alcuni Paesi alleati dell’Occidente e le scelte di cooperazione, con un riferimento al ruolo del Qatar.
“Diceva che quella dell’Iran non è un’aggressione, perché l’Iran è governato da una dittatura e ha fatto la descrizione di come trattano i gay, le donne, i ragazzi. È lo stesso modo in cui vengono trattati i gay, le donne, i ragazzi in Arabia Saudita e in Qatar che sono nostri alleati ai quali noi adesso mandiamo le armi. Il Qatar – conclude – è il principale finanziatore di Hamas che ha fatto la strage del 7 ottobre e noi gli mandiamo le armi perché è diventato amico nostro. Finiamola con questa ipocrisia per favore. Cominciamo anche noi a fare i nostri interessi, come fanno tutti, e smettiamola di dare le patenti di dittature buone e cattive a seconda di con chi stanno“.
Il dibattito televisivo ha evidenziato posizioni divergenti sulla crisi in Medio Oriente e sulla collocazione internazionale dell’Italia, mettendo in luce differenti letture delle responsabilità e delle priorità in politica estera.