I riferimenti ai casi Giambruno e Corona
Tra gli episodi citati nell’azione legale figurano alcune dichiarazioni di Adinolfi su vicende mediatiche molto discusse negli ultimi mesi.
In particolare, l’azienda contesta i commenti sul caso Andrea Giambruno, ex compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In quel contesto Adinolfi aveva sostenuto che il servizio di Striscia la Notizia che mostrava alcuni fuorionda fosse una “finta operazione”, definendola addirittura un “atto di minaccia nei confronti del Presidente del Consiglio” finalizzato a “mettere all’angolo Andrea Giambruno”.
Un altro passaggio riguarda le dichiarazioni sul confronto mediatico tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini. In quei commenti Adinolfi aveva parlato di un presunto “sistema Mediaset”, sostenendo che il silenzio di parte del mondo televisivo sarebbe legato a interessi economici o alla speranza di futuri compensi.
La reazione di Mario Adinolfi
La risposta di Adinolfi è arrivata sui social, in particolare su Instagram, dove ha confermato di essere stato raggiunto dalla denuncia.
“Marina e Pier Silvio Berlusconi, Rti e Mediaset mi denunciano per diffamazione a mezzo stampa”, ha scritto il giornalista, spiegando che l’azienda chiede anche la censura di 19 suoi contenuti, tra video, articoli e post.
Adinolfi ha criticato la richiesta di rimozione, sottolineando che i suoi interventi sarebbero frutto dell’attività giornalistica.
“La mia colpa? Aver scritto articoli e girato video informativi da giornalista professionista sui loro metodi”, ha dichiarato.
Il possibile sviluppo della vicenda
La richiesta di mediazione rappresenta un passaggio preliminare previsto dalla legge prima di un eventuale giudizio civile per diffamazione e risarcimento danni.
Se il tentativo di conciliazione non dovesse andare a buon fine, la vicenda potrebbe sfociare in una causa davanti al tribunale, dove verrà valutato se i contenuti pubblicati da Adinolfi abbiano effettivamente superato i limiti del diritto di critica e di cronaca.