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“Milano non è stata devastata”. Dritto e rovescio, viene giù lo studio: Del Debbio incredulo (VIDEO)

La replica di Del Debbio e il gesto in studio

A rendere ancora più acceso il dibattito interviene anche una giornalista seduta accanto al giovane. Il suo riferimento è agli alcolici che, secondo quanto osservato durante gli episodi di saccheggio, sarebbero stati presi da alcuni manifestanti. La domanda è provocatoria e punta a mettere alla prova la spiegazione proposta dall’attivista: «Lo vediamo che stanno prendendo degli alcolici, secondo lei questi avevano fame?».

Juri risponde senza nascondere di non conoscere direttamente le intenzioni di chi ha partecipato ai saccheggi: «Ma che ne so, ma io non ero lì. Ma che cosa posso dire alle persone? Ognuno manifesta come può».

È proprio questo passaggio a rendere evidente la distanza tra le posizioni in campo. Da una parte c’è la condanna dei danneggiamenti e la richiesta di non minimizzare quanto accaduto; dall’altra, il tentativo di leggere gli episodi all’interno di un malessere economico e sociale che, secondo il giovane, non può essere ignorato.

La reazione di Del Debbio, che si mette le mani nei capelli davanti alle parole dell’ospite, diventa così uno dei momenti più emblematici del confronto televisivo. Il gesto accompagna un’incredulità che il conduttore ha già espresso verbalmente, senza riuscire a trovare un punto d’incontro con l’interlocutore.

Juri, il caro vita e le ragioni della protesta

Dopo le contestazioni, lo studente prova a chiarire il senso del proprio ragionamento. Pur riconoscendo che alcuni partecipanti alle manifestazioni possano non comprendere quale sia il modo più efficace per protestare, Juri insiste sulla necessità di guardare oltre i singoli episodi e di interrogarsi sulle cause del disagio.

«Poi ovviamente, ovviamente, i ragazzini comunque sono piccoli, magari non riescono… a capire qual è la maniera più efficiente per protestare. Però il fatto che ci siano dei saccheggi di devastazione è sintomo, mi viene da dire, di un problema un po’ più grosso. E qual è? Che è del caro vita. Ma come si può venire qua e non parlare del caro vita, cioè è quello il problema».

Il riferimento è al caro vita, ai prezzi che pesano sui bilanci familiari e alla difficoltà, per una parte della popolazione, di sostenere le spese quotidiane. È su questo terreno che il giovane cerca di spostare il confronto, chiamando in causa anche categorie professionali che, a suo giudizio, subiscono le conseguenze di una situazione economica sempre più difficile.

«La violenza – conclude Juri – è quella che subiscono gli agricoltori e gli autotrasportatori, la gente non ce la fa più, la violenza è non arrivare alla fine del mese, non poter mettere il cibo sul piatto dei propri figli. Amici mi dicono che dispiace loro di non poter venire a mangiare una pizza con me, perché soldi in casa non ce ne sono».

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