Ballando con le stelle si sposta a Saxa Rubra
Sempre secondo le indiscrezioni raccolte da Il Messaggero, la nuova destinazione dello show sarebbe Saxa Rubra, il grande centro di produzione Rai alle porte di Roma. Qui verrebbe allestito un nuovo studio pronto ad accogliere la pista da ballo più famosa della televisione italiana. Il trasferimento rappresenta una svolta significativa: Saxa Rubra è una struttura profondamente diversa dall’Auditorium del Foro Italico, sia per dimensioni sia per impostazione tecnica. Una scelta che potrebbe influenzare non solo la scenografia, ma anche l’organizzazione complessiva del programma, dalle prove alle dirette del sabato sera.
Uno degli interrogativi che circolano con più insistenza riguarda la scenografia storica di Ballando con le stelle, diventata nel tempo parte integrante dell’identità del programma. Il celebre lampadario centrale, simbolo dello show, potrebbe restare oppure lasciare spazio a un impianto scenico rinnovato. Il cambio di studio offre infatti l’occasione per un possibile restyling, anche se la produzione potrebbe scegliere la strada della continuità per non snaturare un format che continua a funzionare. Al momento, però, dalla Rai non arrivano conferme ufficiali su eventuali modifiche estetiche.

Milly Carlucci resta centrale nei piani Rai
Nonostante il trasloco forzato, Milly Carlucci rimane una delle figure più solide del prime time Rai. La conduttrice ha recentemente confermato che nel suo futuro televisivo non ci sarà solo Ballando con le stelle, lasciando intendere che nuovi progetti sono allo studio.
Secondo le indiscrezioni, la Rai avrebbe messo da parte l’ipotesi di riportare in onda Notti sul ghiaccio, mentre Il Cantante Mascherato non sarebbe considerato una priorità per la prossima stagione. Una fase di riflessione che apre la strada a format inediti.
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L’idea di Canzonissima 2.0 resta in stand-by
Tra le proposte avanzate dalla Carlucci ci sarebbe stata anche una sorta di Canzonissima 2.0, un progetto ambizioso pensato per rilanciare uno dei titoli storici della televisione italiana in chiave moderna. Tuttavia, l’idea non avrebbe convinto del tutto i vertici Rai, principalmente per limiti di budget e per la difficoltà nel costruire un cast all’altezza di un’operazione così impegnativa.
La sensazione è che la Rai stia cercando di bilanciare la necessità di contenere i costi con quella di mantenere alta la qualità dell’offerta del prime time, soprattutto su Rai Uno.