Luca Sandri, gli esordi con Giorgio Gaber e la passione per il teatro
Luca Sandri ha alle spalle una carriera decisamente ricca, cominciata quando era ancora giovanissimo.
Prima del doppiaggio e delle apparizioni in televisione, nella vita di Luca Sandri c’è stato il teatro. Tutto è cominciato quando era ancora un ragazzo e si è imbattuto in un annuncio per una commedia musicale scritta da Giorgio Gaber e Umberto Simonetta. Cercavano un giovane tra i 14 e i 18 anni: lui si è presentato, è stato scelto e da quel momento non ha più smesso di lavorare sul palcoscenico.
Un incontro che ha lasciato il segno, come ha raccontato lui stesso durante la presentazione a The Voice Senior. «Il teatro è la mia casa, ho sempre avuto la passione per il palcoscenico fin da bambino. Da ragazzino ho letto un annuncio, cercavano qualcuno dai 14 ai 18 anni per una commedia musicale scritta da Giorgio Gaber. Mi sono presentato, hanno scelto me, da lì non mi sono mai fermato. A 17 anni stare a contatto con uno come Giorgio è stato bellissimo».
Parole che restituiscono tutto l’entusiasmo di quei primi passi e spiegano anche la scelta di portare proprio un brano di Gaber sul palco del talent. Per Sandri, infatti, la musica non è stata soltanto una prova canora, ma anche un modo per tornare idealmente alle origini di una carriera iniziata quasi per caso e diventata poi una professione.
C’è poi Milano, città con cui l’attore mantiene un legame profondissimo e alla quale attribuisce gran parte delle opportunità incontrate lungo il cammino. «Sono milanese nelle viscere, questa è la città che mi ha dato tutto. Le conoscenze, le esperienze, i lavori, tutto quello che ancora oggi faccio lo devo a Milano, sono legato indissolubilmente a questo posto. Ho sessantacinque anni, faccio l’attore dal 1979, negli ultimi anni mi sono dedicato alla direzione di doppiaggio. Mi piace quando mi affidano personaggi bizzarri, soprattutto dei cartoni animati. Nei cartoni mi diverto di più».
Luca Sandri, da Dragon Ball ai Teletubbies: i personaggi doppiati
Se il teatro è stato il primo amore, il doppiaggio è diventato negli anni uno dei territori in cui Sandri ha potuto esprimere maggiormente la propria versatilità. La sua voce ha accompagnato personaggi di serie animate, videogiochi e produzioni televisive, con una particolare predilezione per i ruoli più stravaganti. E, a giudicare dai nomi, non si è certo annoiato.
Tra i personaggi a cui ha prestato la voce figurano Jeeth e Baby di Dragon Ball, Dipsy dei Teletubbies e Noah di Yu-Gi-Oh!. Un elenco che attraversa universi animati molto diversi tra loro e che può risvegliare più di un ricordo in chi è cresciuto guardando queste serie. A questi lavori si aggiungono centinaia di personaggi di videogiochi, un settore nel quale interpretazione e caratterizzazione vocale hanno un ruolo fondamentale.
La carriera di Sandri, però, non si esaurisce dietro un microfono. L’attore ha recitato anche in diverse sitcom e in film diretti da nomi noti del cinema italiano, tra cui Carlo Vanzina e Fausto Brizzi. Negli ultimi anni si è dedicato anche alla direzione del doppiaggio, mettendo la propria esperienza al servizio di altri interpreti.
Per il pubblico televisivo, uno dei titoli più legati al suo nome resta I cinque del quinto piano, la serie diretta da Guido Stagnaro. Un tassello importante di un percorso che lo ha portato a passare dal teatro alla televisione, dal cinema ai cartoni animati, senza abbandonare il mondo dello spettacolo.
A The Voice Senior, però, Sandri ha scelto di presentarsi in una veste diversa: niente personaggi da interpretare o battute da recitare, ma una canzone da portare fino in fondo davanti a quattro coach chiamati a giudicare esclusivamente la sua voce. E, anche se le poltrone sono rimaste ferme, la sua partecipazione ha riportato l’attenzione su una carriera lunga e variegata, che molti telespettatori hanno riconosciuto ben prima che finisse la puntata.
