Fini sulla guerra in Palestina
Sul tema caldo del riconoscimento dello Stato palestinese, lβex leader di An ha chiarito: βSono pro al riconoscimento dello Stato palestinese, ma oggi sarebbe un gesto simbolico. Non cβΓ¨ una leadership palestinese con cui Israele possa interfacciarsi. Non si possono liquidare questioni serie con alzate di spalleβ.
Un ragionamento che ha accompagnato con una precisazione: “La destra non Γ¨ mai stata contro il diritto dei palestinesi ad avere la loro patria, e Giorgia lo sa benissimo. Riconoscere lo stato palestinese Γ¨ un dovere, ma attenzione al contesto in cui accade. Farlo in questo momento Γ¨ un gesto fortemente simbolico. Ma attenzione a un possibile rimbalzo negativo di un provvedimento giusto”.
Leggi anche: Chi lβha visto?, shock in casa della signora Edda: immagini tremende

Sul fronte di Gaza, le parole di Fini sono state nette: “Su Gaza, che sia genocidio o strage di massa – ha poi sottolineato – non mi impicco alle parole, ma dobbiamo cercare di porre rimedio”. E a proposito della Flotilla ha aggiunto: “Non userei il verbo ‘attaccati’, era piΓΉ un’azione di disturbo. La loro Γ¨ un’iniziativa umanitaria lodevole, ma chiaramente con insegne di tipo politico, e non ci trovo nulla di male. Aiutare Γ¨ un dovere morale e politico. Non drammatizziamo tutto ciΓ² che accade. Come i cortei, ci possono essere cialtroni”.
Guardando allβItalia, Fini ha escluso paragoni con gli anni di piombo: “In questo momento non vedo nel Paese un clima da anni di piombo. Li ho visti, li ho vissuti, amici sono morti. Oggi si Γ¨ qualitativamente abbassato il livello del dibattito politico, tanto a destra quanto a sinistra; sembra regredita. Non evocherei mai le Brigate rosse, come mi auguro che nessuno a sinistra evochi stragi fasciste”.
π¨ Wow Volano le pezze πππΎ#Gruber: βqui conduco io, Γ¨ la mia trasmissione.β#Fini: βLei conduce, mi ha invitato e io ho il dovere di dire la mia o almeno di provarci.β
— Silvio Bertoldi (@SilviusBerthold) September 24, 2025
π #Ottoemezzo imbarazzo e battibecco tra Lilli Gruber e Gianfranco Fini, l’audience vola π€β pic.twitter.com/JhX73scLp3
#Fini vs #Gruber…#ottoemezzo pic.twitter.com/XI5cxtLHRu
— ππππππππ π³ππππ (@RiccardoDeias) September 25, 2025
Le parole di Fini su Kirk
Negli Stati Uniti, invece, il giudizio ha riguardato la recente commemorazione parlamentare: “Non conoscevo Charlie Kirk. Sono ignorante, non ne avevo mai sentito parlare. Non so cosa ci sia di sbagliato ricordare una persona che Γ¨ stata assassinata, anche alla Camera e a prescindere dal colore politico”. Quanto a Meloni, lβex presidente della Camera ha spiegato: “Non vedo un appiattimento di Meloni su Trump o Netanyahu. La politica internazionale si fa con gli atti concreti”. E ha aggiunto: “Sono sempre stato con il presidente del Consiglio e la voterΓ² ancora. Su alcune questioni ha una sensibilitΓ diversa dalla mia. Ad esempio, su Trump; il suo discorso all’Onu Γ¨ stato imbarazzante”.
Inevitabile anche un passaggio personale, in risposta a unβosservazione della conduttrice: “Ho creato i miei figli e nessun altro. Meloni Γ¨ figlia di una storia politica e di nessun altro”. E ancora: “Io sono fuori dalla politica perchΓ© non mi piace il modo in cui viene concepita. Siamo al trionfo della propaganda e alla progressiva scomparsa della politica”. Il finale ha visto un ulteriore irrigidimento, quando la Gruber ha chiesto alla regia di togliere lβaudio al microfono di Fini, esasperata dalle continue lamentele dellβex presidente della Camera che sosteneva di essere interrotto a ogni risposta. Solo lβintervento del βPuntoβ di Paolo Pagliaro ha riportato calma nello studio. In chiusura, la conduttrice ha ringraziato lβospite augurandosi una sua prossima partecipazione. Con un mezzo sorriso, Fini ha replicato: Β«Eh, se lei mi invita ancoraβ¦Β».
