Volti nuovi, risultati deludenti
L’arrivo di Bianca Berlinguer e Tommaso Labate avrebbe dovuto rappresentare una ventata di rinnovamento, ma la scommessa non sembra pagare. La Berlinguer non è riuscita a portare con sé il pubblico di Rai 3, e la base storica di Rete 4 non si identifica nel suo stile più “centrato” e meno polemico.
Labate, invece, fatica a imporsi: troppo equilibrato per il pubblico di destra, troppo legato a Mediaset per quello progressista. Un limbo che ricorda esperimenti già falliti, come quello di Gerardo Greco. L’effetto? Una perdita di personalità che lascia la rete senza una chiara direzione editoriale.

L’effetto concorrenza e la forza di Canale 5
A complicare la situazione ci pensa la concorrenza interna. La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti su Canale 5 continua a dominare l’access prime time, sottraendo spettatori a Rete 4. Anche le fiction Rai e i programmi di intrattenimento di La7 rappresentano un’alternativa sempre più competitiva per il pubblico serale.
In questo scenario, la rete di Piersilvio Berlusconi si trova costretta a sperimentare nuove formule, anteprime e dibattiti tematici, ma i risultati restano altalenanti. L’impressione è che Rete 4 non riesca più a trovare una voce distintiva in un panorama mediatico saturo e in continua trasformazione.
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Secondo alcune indiscrezioni, in casa Mediaset si starebbe già discutendo di una parziale rivoluzione. L’obiettivo sarebbe ridurre il peso dei talk politici, puntando su reportage, inchieste sociali e format ibridi più vicini al linguaggio delle piattaforme digitali.
Una mossa che segnerebbe la fine del “retequattrismo” come lo abbiamo conosciuto, ma forse l’unica via per evitare un tracollo definitivo. Piersilvio Berlusconi avrebbe già chiesto ai suoi dirigenti un piano di rilancio per il 2025, che includerebbe anche nuove collaborazioni e volti più giovani per attrarre il pubblico sotto i 50 anni.