L’ingresso nella squadra guidata prima da Gabanelli e poi da Ranucci
Nel 2011 Di Pasquale entra nella redazione di Report, in un momento centrale per la storia della trasmissione. Lavora inizialmente con Milena Gabanelli, fondatrice e storica conduttrice del programma, e prosegue poi il proprio percorso sotto la curatela di Sigfrido Ranucci, consolidando negli anni una presenza riconoscibile tra gli inviati.
All’interno della trasmissione firma servizi dedicati a dossier complessi e a questioni di interesse pubblico. Il suo lavoro si inserisce nella linea editoriale che ha reso Report un riferimento per il giornalismo investigativo in televisione: inchieste articolate, attenzione alle responsabilità istituzionali e verifica dei dati disponibili.
Nel corso di oltre vent’anni di attività, la giornalista ha affrontato argomenti molto diversi tra loro. Le sue inchieste hanno riguardato, fra gli altri, i rapporti tra istituzioni e poteri economici, la gestione della sanità, la finanza, le amministrazioni locali e la politica nazionale. Un campo di lavoro ampio, nel quale l’analisi delle procedure e dei bilanci ha spesso assunto un ruolo centrale.
I premi e le inchieste più note di Claudia Di Pasquale
Tra i primi riconoscimenti ottenuti da Di Pasquale figura la selezione fra i finalisti del Premio Ilaria Alpi nel 2009, grazie all’inchiesta «Il mercato dei voti». Il lavoro affrontava un tema sensibile per la vita pubblica, confermando l’interesse della giornalista per i meccanismi che incidono sulla rappresentanza e sul funzionamento delle istituzioni.
Nel 2019 le viene assegnato il Premiolino, uno dei premi più rilevanti del giornalismo italiano, per l’inchiesta «Un sottosegretario a San Marino». Nel suo curriculum trova spazio anche «Il paziente italiano», reportage realizzato per Report e dedicato alle condizioni della sanità pubblica nel periodo successivo alla pandemia, con particolare attenzione alle criticità emerse nel sistema.
Questi lavori hanno contribuito a definire il profilo professionale di Claudia Di Pasquale: una giornalista abituata a seguire vicende complesse e a costruire servizi di lungo respiro. La sua nomina alla co-conduzione rappresenta quindi una scelta di continuità rispetto all’identità del programma, pur nel contesto di un riassetto che coinvolge volti e ruoli della trasmissione.
La riservatezza sulla vita privata e il nuovo incarico
Sulla sfera personale della giornalista le informazioni pubbliche sono limitate. Di Pasquale ha mantenuto nel tempo una netta riservatezza, senza esporre la propria vita privata nel circuito del gossip; le biografie diffuse dalla Rai si concentrano infatti sul percorso professionale, sulle collaborazioni e sulle inchieste realizzate.
Resta ora da valutare nel dettaglio come verranno distribuiti i compiti alla guida di Report e quale sarà l’impostazione della nuova stagione. Il punto già definito è l’affiancamento tra Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi: una coppia chiamata a accompagnare il programma in una nuova fase, mantenendo al centro l’approfondimento e il lavoro giornalistico sul campo.

Nuova conduttrice, la redazione esulta
Dopo il caos e le tensioni che nelle ultime settimane hanno attraversato la redazione di Report, coinvolgendo giornalisti, inviati e parte della squadra storica della trasmissione, sembra ora aprirsi una nuova fase. La nomina di Claudia Di Pasquale alla conduzione è stata accolta con applausi e grida di gioia dalla redazione, mentre gli inviati Giulio Valesini e Bernardo Iovene hanno accettato di ricoprire il ruolo di capoautori dopo averlo inizialmente rifiutato per protesta. «Di Pasquale è la più degna rappresentante dello spirito e del dna di Report – hanno commentato gli inviati –. Confidiamo che insieme a Valesini e Iovene sarà in grado di garantire la consueta autonomia e libertà alla squadra dei giornalisti».
Convocata nel primo pomeriggio dal direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini, la nuova conduttrice ha poi incontrato i colleghi spiegando le ragioni della sua scelta: «Ho scelto di accettare solo perché tutta la squadra di Report mi ha chiesto di dire di sì». Anche Sigfrido Ranucci ha accolto positivamente la decisione: «Felicissimo per la scelta di Claudia, perché è una grandissima professionista. Sarebbe stata una delle mie scelte preferite in una normale dialettica aziendale se Corsini me l’avesse chiesto».