
Nel corso di una recente puntata di Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani, l’attrice Micaela Ramazzotti ha rilasciato una serie di dichiarazioni legate a episodi del proprio passato, tra ammissioni di bugie e racconti di furti. Le confessioni sono emerse durante l’intervista, in un dialogo impostato su domande dirette e risposte senza reticenze.
L’attrice ha ripercorso anche una sua precedente dichiarazione del 2020, chiarendo nel dettaglio cosa fosse vero e cosa no, e ha poi descritto altri episodi, compreso un certificato medico richiesto per motivi lavorativi e alcune sottrazioni di oggetti preziosi avvenute in ambito familiare e non solo.


Le dichiarazioni di Micaela Ramazzotti a Belve
Nel corso dell’intervista, Francesca Fagnani ha richiamato una dichiarazione rilasciata da Micaela Ramazzotti nel febbraio 2020 a Candida Morvillo per il magazine Io Donna. In quell’occasione, l’attrice aveva affermato: “Non sono nata eroina, ho la mia parte nevrotica e insicura, faccio la mia psicoterapia e la farò per anni. Sapere che da una vita la fa anche Woody Allen mi fa sentire bene. Mi sento un’operaia del cinema il cui lavoro è raccontare l’umanità che nessuno vuole più mostrare”.
In studio, Ramazzotti ha riferito di non aver detto il vero su quel punto e ha dichiarato: “Ho detto una bugia”. Ha quindi spiegato: “Era il periodo della psicoterapia. Faceva figo, tutti ci andavano, faceva impegnato. Mi sono detta, ‘diciamo che ho l’analista, che faccio terapia, che ho le mie nevrosi’. Non era vero nulla. Faceva attrice profonda, problematica e nevrotica”.
Il racconto sul certificato medico e la rinuncia a un film
L’attrice ha poi raccontato un episodio collegato a un impegno lavorativo, riferendo di aver cercato una soluzione per sottrarsi a un progetto cinematografico già accettato. In risposta a una domanda su una bugia significativa, ha dichiarato: “Per non fare un film al quale avevo detto di sì, mi sono inventata una cosa. Sono andata di corsa dal mio otorinolaringoiatra e gli ho chiesto un certificato falso dove diceva che mi dovevo operare alle corde vocali. Quindi ho mandato il certificato finto. Il problema è che la produzione mi ha chiamata per dirmi che mi avrebbero portata a operare loro e così ho esclamato, ‘no!’”.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva