Luchè nella cinquina: impostazione narrativa e sonorità urban
Nella top 5 di Sanremo 2026 entra anche Luchè, con una performance costruita su un equilibrio tra racconto e sonorità urban. L’impostazione complessiva è apparsa coerente con il suo percorso, puntando più sulla struttura del brano e sul contenuto che su un effetto immediato legato alla spettacolarità.
In un quadro competitivo che alterna ballate, contaminazioni e brani più ritmati, la scelta di una resa misurata può risultare efficace quando il voto premia anche la riconoscibilità artistica e la tenuta interpretativa, elementi che incidono nella percezione generale della serata.

Serena Brancale: vocalità soul e presenza scenica essenziale
Tra i cinque artisti più votati compare Serena Brancale, con un’esibizione caratterizzata da una vocalità calda e da una cifra soul riconoscibile. La performance ha valorizzato eleganza e autenticità, distinguendosi nel contesto della gara per un’impostazione precisa e coerente.
La sua presenza nella classifica parziale segnala l’attenzione del voto verso proposte capaci di coniugare tecnica e identità stilistica. In questa fase del Festival di Sanremo 2026, la varietà dei linguaggi resta un elemento centrale nel racconto complessivo della competizione.
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Sal Da Vinci: la tradizione melodica torna centrale nel voto
Completa la cinquina Sal Da Vinci, che ha portato sul palco una ballata di impostazione classica, fondata su melodie ampie e su un’espressività dichiarata. Una proposta che richiama la tradizione della canzone melodica italiana e che, in sala, ha trovato un riscontro significativo.
La sua collocazione nella top 5 di Sanremo 2026 evidenzia come, anche in un’edizione attraversata da contaminazioni e linguaggi diversi, la componente melodica continui a mantenere un ruolo nel consenso del pubblico e nel voto parziale.