
Il Festival di Sanremo 2026 entra nel vivo con la conferenza stampa che anticipa la prima serata e definisce il perimetro della 76esima edizione: un avvio all’insegna della continuità, del racconto popolare e di un forte richiamo alla memoria collettiva.
Al centro dell’apertura c’è infatti il ricordo di Pippo Baudo, scomparso nell’agosto precedente. Il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha spiegato di aver voluto una scelta simbolica: far risuonare la voce di Baudo nel tradizionale saluto di benvenuto, un gesto pensato per legare la serata inaugurale alla storia del festival e al suo pubblico.
Accanto a Conti, sul palco dell’Ariston c’è Laura Pausini, chiamata ad affiancare la conduzione in un contesto che la direzione artistica descrive come un festival “cristiano e democratico”, cioè capace di tenere insieme tradizione e pluralità contemporanea. L’intenzione dichiarata è quella di offrire uno spettacolo accessibile e trasversale, con una costruzione televisiva orientata alla massima fruibilità.
Il dispositivo mediatico che accompagna Sanremo 2026 si conferma imponente: quasi 1500 accreditati tra giornalisti e operatori dell’informazione provenienti anche dall’estero, un dato che sottolinea l’attenzione internazionale attorno alla kermesse e la centralità dell’evento nel calendario dell’intrattenimento italiano.

L’ordine d’uscita e l’esordio dei trenta big in gara
La prima serata è costruita attorno a un elemento chiave: l’esibizione di tutti i trenta big selezionati per l’edizione 2026. La scaletta, secondo quanto emerso in conferenza, punta su un ritmo serrato e su un’alternanza di linguaggi musicali, dal pop più tradizionale alle nuove traiettorie urban e indie, così da restituire un quadro ampio dei gusti del pubblico.
Ad aprire la gara è Ditonellapiaga, seguita da una sequenza che intreccia profili affermati e nuove generazioni. Tra i nomi citati figurano Patty Pravo e Raf, insieme ad artisti come Lda, Aka7even e Fedez. In particolare, desta attenzione la collaborazione annunciata tra Fedez e Marco Masini, una scelta che unisce sensibilità e pubblici differenti e che rappresenta uno degli incroci più attesi della serata.
Sul piano dei contenuti, la conferenza ha rimarcato come i brani in gara tocchino registri diversi: dalla scrittura più autobiografica di Arisa a tracce orientate alla riflessione sociale e politica come quelle associate a Ermal Meta, fino a sonorità più ricercate e di impronta contemporanea, come nel caso di Serena Brancale. L’insieme, nelle intenzioni, dovrebbe trasformare la serata in un indicatore del clima culturale del momento oltre che in una competizione.
Tra gli artisti su cui si concentra la curiosità della vigilia compaiono anche Tommaso Paradiso e Malika Ayane, indicati come possibili protagonisti della classifica provvisoria. Parallelamente, la Sala Stampa avrà un ruolo centrale nel racconto immediato: centinaia di addetti ai lavori seguiranno l’andamento delle performance, contribuendo a orientare il dibattito e a evidenziare fin da subito i favoriti della critica.
Can Yaman all’Ariston e il passaggio di testimone di Sandokan
Tra i volti più attesi in conferenza e sul palco c’è Can Yaman, chiamato a un debutto in una veste diversa rispetto a quella attoriale. L’artista, particolarmente seguito in Italia per le fiction di successo, ha dichiarato di affrontare l’esperienza con una comprensibile tensione, legata alla novità del contesto e alle aspettative del pubblico.
Yaman ha inoltre riferito di arrivare alla serata dopo un periodo di lavoro intenso, citando la stanchezza connessa alle riprese di una produzione in Spagna. In questa fase, ha spiegato di voler fare affidamento sulla guida di Carlo Conti, definendo il festival un terreno inedito nel proprio percorso professionale.
Durante l’incontro con i giornalisti, l’attore ha anche affrontato alcune questioni personali emerse nelle settimane precedenti, negando in modo netto l’esistenza di problemi legali in Turchia e precisando che i controlli subiti rientravano in procedure ordinarie. Sul piano privato, ha aggiunto di essere attualmente single, rispondendo alle domande con un registro leggero ma senza spostare l’attenzione dal ruolo previsto sul palco.
Uno dei punti più significativi annunciati riguarda l’incontro tra il mito televisivo e la sua nuova incarnazione: Kabir Bedi, storico interprete di Sandokan negli anni Settanta, sarà presente accanto a Can Yaman, protagonista della nuova versione prodotta da Lux Vide. Carlo Conti ha presentato il momento come un passaggio simbolico che celebra i cinquant’anni di un racconto rimasto nell’immaginario collettivo e capace di attraversare generazioni. In conferenza è stato inoltre confermato uno slittamento delle riprese della seconda stagione della serie, informazione che mantiene alta l’attenzione dei fan in vista dei prossimi sviluppi.
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