Continuità e controllo: perché Conti resterebbe centrale
La permanenza di Carlo Conti come direttore artistico viene letta come una mossa di stabilità. Dopo anni in cui il Festival è diventato un terreno di forte esposizione mediatica e politica, la Rai sembra orientata a evitare scossoni improvvisi. Conti, con il suo stile misurato, ha dimostrato di saper tenere insieme ascolti, istituzioni e industria musicale.
Non è un caso che proprio lui abbia annunciato in queste ore la presenza di Tiziano Ferro come ospite di Sanremo 2026, segnale di una linea artistica che punta su nomi forti ma non divisivi. In quest’ottica, la coppia Clerici-Conti rappresenterebbe un equilibrio tra rinnovamento e controllo.

Il rapporto tra Antonella Clerici e Sanremo
Il legame tra Antonella Clerici e il Festival di Sanremo è tutt’altro che episodico. La sua prima apparizione risale al 2005, quando affiancò Paolo Bonolis in un’edizione rimasta molto popolare. Nel 2010 arrivò la consacrazione: Clerici fu l’unica conduttrice del Festival vinto da Valerio Scanu con Per tutte le volte che, edizione che generò anche polemiche e discussioni accese, dimostrando quanto il suo Sanremo fosse tutt’altro che neutro.
Nel 2020 è tornata all’Ariston come co-conduttrice di una serata con Amadeus, mentre nel 2026 ha condiviso il palco della prima serata con Carlo Conti e Gerry Scotti. Presenze che hanno rafforzato la percezione di una figura perfettamente integrata nella storia recente del Festival.
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Sanremo 2027: scenario aperto, decisioni non ufficiali
Al momento non esistono comunicazioni ufficiali da parte della Rai, ma il quadro che emerge dalle indiscrezioni è chiaro: Antonella Clerici è considerata una candidata credibile e forte per il futuro di Sanremo. La sua esperienza, unita alla capacità di parlare a un pubblico ampio e trasversale, risponde a molte delle esigenze attuali dell’azienda.
Resta da capire se l’ipotesi di una conduzione condivisa con Carlo Conti, seppur su ruoli diversi, si tradurrà in una decisione concreta o resterà una soluzione esplorativa. Di certo, il tema del dopo Conti non è più un tabù, ma una partita già avviata nei piani alti della Rai.