
I punti d’ombra: i diari e i presunti riferimenti a Stasi
Nel messaggio letto in trasmissione, Sempio interviene anche sui contenuti dei propri diari personali, tornati all’attenzione con le nuove indagini: nessuna «grossa riflessione» su Stasi, ma solo annotazioni sporadiche. Nei quaderni più intimi, precisa, si troverebbero «esercizi biografici» relativi esclusivamente al periodo in cui, tra il 2016 e il 2017, fu oggetto di attenzione da parte degli inquirenti. Racconti che riguardano la propria vicenda e non quella di Stasi.

Il contesto dell’inchiesta e il peso delle interpretazioni
L’episodio del Piccolo Principe, divenuto oggetto di discussione sui social e interpretato da alcuni come una frecciata velata a Stasi, viene anch’esso affrontato da Sempio. Nel luglio 2020, la pubblicazione su Facebook di un’immagine tratta dal celebre romanzo aveva sollevato dubbi e ipotesi. Sempio chiarisce: «Non ci sono riferimenti sicuramente ad Alberto Stasi, a meno che non inizino a prendere cose a caso riferendole a lui».
La presa di posizione arriva in una fase delicata dell’inchiesta riaperta sul delitto di via Pascoli, a Garlasco, dove la morte di Chiara Poggi resta ancora oggi una ferita aperta per la comunità e per la giustizia italiana. L’attenzione mediatica, riaccesa dalle nuove analisi e dall’ipotesi di possibili errori nei precedenti accertamenti, ha riportato alla ribalta vecchi protagonisti e nuove domande.
La vicenda di Sempio si inserisce così in un mosaico complesso, dove ogni parola e ogni gesto assumono un peso specifico. Il suo intervento in diretta a “Quarto Grado”, se da un lato mira a ristabilire la propria posizione, dall’altro testimonia la difficoltà di sottrarsi al vortice delle interpretazioni, soprattutto quando si tratta di un caso diventato simbolo delle incertezze investigative e giudiziarie nel nostro Paese.