La débâcle di Avs e le conseguenze nel campo progressista
Il vero crollo, però, è quello di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). Il movimento di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni arretra al 5,5%, perdendo mezzo punto e spegnendo l’entusiasmo che solo pochi mesi fa sembrava trascinarlo verso la doppia cifra. Un dato che pesa non solo sul fronte ecologista, ma sull’intero equilibrio dell’opposizione, che nel complesso scende al 44,5%.
Gli analisti di Noto lo definiscono “l’effetto Avs”: la delusione di un elettorato che non trova più un messaggio unitario e riconoscibile. Gli elettori progressisti sembrano aver premiato la stabilità di Pd e M5S, penalizzando invece i partiti più piccoli. E il colpo di grazia è arrivato proprio dalle ultime elezioni regionali in Calabria.

Calabria, la conferma del tracollo
La rielezione di Roberto Occhiuto alla guida della Calabria, con un vantaggio di oltre 16 punti su Pasquale Tridico, candidato del campo largo, è diventata la prova evidente del momento di crisi. Non solo il centrodestra ha riconfermato la propria forza sul territorio, ma le opposizioni hanno perso consensi rispetto a quattro anni fa, quando pure si erano presentate divise.
Questa volta l’unità non è bastata: i voti mancavano, e gli elettori non hanno risposto come previsto. Un segnale che il Pd dovrà interpretare con attenzione, perché, se la crescita a livello nazionale è un segnale incoraggiante, il fallimento territoriale mostra che la coalizione non convince ancora fuori dai grandi centri urbani.
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Le nuove dinamiche e le prossime mosse
Con questo sondaggio, l’autunno politico si apre con una certezza: il centrodestra resta saldamente al comando, mentre il fronte progressista deve fare i conti con le proprie fratture interne. Intanto, i partiti minori cercano di ritagliarsi spazio: Azione cresce al 3,5%, Italia Viva al 3%, mentre +Europa rimane ferma all’1%. Numeri piccoli, ma potenzialmente decisivi in vista delle future alleanze.
Se l’obiettivo del “campo largo” era quello di ricompattare l’opposizione, i dati di Porta a Porta mostrano che la strada è ancora lunga. Gli elettori hanno parlato, e il messaggio sembra inequivocabile: l’effetto Avs ha lasciato il segno, ma non quello sperato.