
La critica al Movimento 5 Stelle e il tema dell’identità
Le parole di Di Battista non sono rivolte esclusivamente al campo largo. Una parte significativa dell’intervento riguarda infatti il Movimento 5 Stelle, il partito nel quale ha svolto una fase rilevante della sua attività politica e dal quale si è poi allontanato.
Secondo l’ex parlamentare, il dibattito tra le forze progressiste dovrebbe partire da proposte concrete e temi riconoscibili, invece di concentrarsi soprattutto sulle alleanze e sui nodi che dividono i diversi soggetti politici.
«Io non li sento, li sento raramente, a parte i temi che li dividono, li sento raramente parlare di temi».
Di Battista ha quindi richiamato il modello del primo Movimento 5 Stelle, che a suo giudizio aveva costruito consenso puntando su battaglie precise e ripetute nel tempo. Nel suo ragionamento, a quella fase iniziale viene attribuito un ruolo centrale alle idee di Gianroberto Casaleggio.
«Cioè, la grande forza di quel Movimento Cinque Stelle, che poi furono le idee di Gianroberto, era scegliere dei temi e martellare giorno e notte su quei temi».
Reddito di cittadinanza e lotta alla casta: il richiamo alle origini
Per spiegare la propria posizione, Di Battista ha ricordato alcune delle battaglie che avevano caratterizzato l’identità del Movimento 5 Stelle: dalla riduzione dei costi della politica al contrasto alla corruzione, fino al reddito di cittadinanza e alla critica ai privilegi della classe dirigente.
«Chi votava il 5 Stelle sapeva perfettamente che questi sono quelli che vogliono ridurre gli stipendi parlamentari, abolire il finanziamento pubblico ai giornali e ai partiti, quelli che vogliono mettere il reddito di cittadinanza, fare la legge anticorruzione, quelli che sono contro la casta».
Nel quadro descritto dall’ex deputato, erano proprio questi temi a rendere immediatamente riconoscibile il profilo del Movimento. La critica attuale riguarda quindi la distanza che, secondo lui, si sarebbe creata tra quella identità originaria e il dibattito odierno, sempre più segnato dalla discussione su coalizioni e candidature.
Le dichiarazioni rese a DiMartedì riportano così al centro due questioni: la capacità del campo largo di ridurre le proprie divisioni e quella del Movimento 5 Stelle di rilanciare una proposta autonoma. Per Di Battista, senza una maggiore attenzione ai contenuti, il confronto sulle primarie rischia di restare una vicenda interna senza una prospettiva politica condivisa.
