De Rensis a Ore 14: la frase su Stasi e la replica
Nella parte finale del confronto, l’avvocato Antonio De Rensis ha espresso una posizione netta con dichiarazioni destinate a far discutere: “Possiamo lasciare dormire in carcere Alberto Stasi, che è stra colpevole, e concentrarci su Sempio? Io e l’avvocato Bocellari abbiamo assistito per un anno e mezzo di nuovo al processo Stasi rispetto all’interesse per questo procedimento. Siccome Stasi per la giustizia italiana è l’omicida lasciatelo dormire in carcere a Bollate dove va da dieci anni e mezzo e concentratevi a smontare l’indagine su Sempio. Stasi è colpevole, l’abbiamo già assodato, questa è distrazione mediatica, parliamo di Sempio”.
La dichiarazione ha ricevuto una risposta immediata da Redaelli, che ha affermato: “C’è un particolare da sottolineare, l’indagine su Sempio nasce per scagionare Stasi”. De Rensis ha quindi replicato: “Questo è grave. L’indagine nasce perché il Procuratore Capo di Pavia decide di indagare, se diciamo che nasce per scagionare Stasi”.

Indagini e atti richiamati in trasmissione: esposto e informative
Il confronto si è spostato anche sui passaggi investigativi citati nel tempo. Redaelli ha collegato gli sviluppi a un esposto del 2016, mentre Infante ha posto una domanda specifica: “Non dovremmo citare l’informativa dei carabinieri del 2020?”. A quel punto è arrivata la precisazione: “Quella è successiva a quella del 2018, viene archiviata integralmente. Vengono affidate consulenze dalla difesa Stasi al dottor Ghizzoni, che fa valutazioni sulle impronte sul dispenser, della presenza dei capelli nel lavandino, oltre all’impronta 33”.
In chiusura, Infante ha sintetizzato il passaggio evidenziando la sequenza degli atti: “Stante la correttezza di quello che dice, arriviamo alla fine. I Carabinieri di Milano decidono di trasformare questo lavoro in un’informativa, poi trasmessa alla Procura di Pavia. Poi leggendola, comincia a porsi domande. Sono i Carabinieri che notano qualcosa che non va”.
Caso Garlasco e reazioni sui social
Dopo la puntata, il tema ha continuato a circolare anche sui social, dove sono state riportate opinioni contrapposte. Tra i commenti, alcuni utenti hanno scritto: “Non si può continuare a cambiare versione dopo anni”, mentre altri hanno osservato: “Se emergono nuovi elementi è giusto indagare fino in fondo”. E ancora: “Le parole di De Rensis sono fortissime, ma il dubbio resta”.
Il dibattito, intanto, resta legato agli sviluppi delle indagini e alle verifiche sugli elementi tecnici discussi, mentre l’attenzione pubblica continua a concentrarsi sul rapporto tra verità giudiziaria e accertamenti in corso.