Il duetto con Nek e la scelta del team
Tra i coach, a mostrare un interesse particolare è Nek, che decide di coinvolgere Silvia in un momento speciale: un breve duetto sulle note di “Se io non avessi te”, uno dei suoi brani più conosciuti. Un passaggio che rafforza ulteriormente l’impressione positiva lasciata dalla giovane cantante.
La competizione tra i maestri si accende, con inviti espliciti a entrare nei rispettivi team. Dopo qualche istante di riflessione, Silvia sceglie di proseguire il suo percorso proprio con Nek. Il coach non nasconde la soddisfazione: «Non me la sarei voluta perdere per nessun motivo», commenta subito dopo la scelta.

Il percorso a The Voice Kids e la semifinale in arrivo
Con l’ingresso nel team di Nek, Silvia Ferraro accede ufficialmente alla fase successiva del programma. La giovane cantante sarà attesa dalla semifinale, in programma sabato prossimo, un passaggio cruciale per rientrare nei tre concorrenti per squadra che si giocheranno l’accesso alla finalissima del 14 febbraio.
Un traguardo importante non solo per Silvia, ma anche per la sua famiglia e per l’intera comunità di Palmi, che segue con attenzione e orgoglio il suo percorso televisivo.
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Chi è Silvia Ferraro: scuola, musica e sogni futuri
Fuori dal palco, Silvia frequenta la terza media presso la scuola “Zagari” di Palmi. In ambito musicale è seguita dalla maestra Ilenia Surace, della Voice Art – officina della voce, con cui lavora da tempo per affinare tecnica e interpretazione.
Nonostante la giovane età, Silvia ha già partecipato a contesti canori di livello nazionale, ottenendo risultati significativi. Alla musica affianca anche sogni ben definiti per il futuro. «Sogno di fare l’avvocato – ha raccontato – voglio aiutare gli altri e fare in modo che i loro diritti siano rispettati».
Per lei musica e impegno non sono mondi separati: cantare rappresenta uno spazio di concentrazione e tranquillità, uno strumento per esprimersi e comprendere meglio ciò che interpreta. Silvia racconta di studiare i testi con attenzione, facendoli propri, e di usare la musica persino come metodo di studio, trasformando le poesie in canzoni per memorizzarle meglio.