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Vincitori David di Donatello 2026, tutti i premi a film e attori

Riconoscimenti a regia, sceneggiatura e montaggio

La distribuzione dei riconoscimenti ha delineato una gerarchia netta. Oltre ai premi tecnici e artistici, l’affermazione di “Le città di pianura” nelle categorie principali ha segnato il tono dell’intera serata, con un’attenzione costante alle scelte produttive, alla scrittura e alla direzione del film.

La conquista dei premi per miglior film e miglior regia ha dato alla produzione un profilo dominante, mentre l’assegnazione di miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio ha rafforzato l’idea di un’opera percepita come compatta sul piano narrativo e formale. Il riconoscimento per miglior casting ha poi evidenziato la centralità del lavoro sugli interpreti e sulle scelte di ensemble.

Tra gli elementi sottolineati durante la cerimonia, è emerso anche il rapporto tra la scena dei David di Donatello e le dinamiche più ampie del cinema nazionale, in un contesto in cui più voci hanno richiamato l’attenzione sulla tenuta del sistema produttivo e sulla necessità di politiche culturali stabili.

Attori premiati e discorsi dal palco

Uno dei passaggi più seguiti è stato il premio ad Aurora Quattrocchi, vincitrice come miglior attrice protagonista per Gioia mia. L’attrice, 83 anni, ha collegato il riconoscimento a un tema strutturale, chiedendo dal palco di “riaprire sale cinematografiche grandi”, in riferimento alla trasformazione delle sale e alla riduzione degli spazi tradizionalmente dedicati alla proiezione.

Il David per miglior attore protagonista è stato assegnato a Sergio Romano, interprete di “Le città di pianura”. Nel suo intervento ha richiamato l’idea di un cinema capace di “raccontare il Paese” in una fase storica complessa, attribuendo al lavoro degli autori e degli attori una funzione di testimonianza e restituzione del presente.

Tra i premi per i ruoli di supporto, Matilda De Angelis ha ottenuto il riconoscimento come miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone, mentre Lino Musella è stato premiato come miglior attore non protagonista per Nonostante di Valerio Mastandrea. Le premiazioni hanno confermato la varietà di titoli in evidenza, nonostante la forte concentrazione di statuette sul film di Sossai.

Più interventi hanno assunto un taglio sociale e politico. De Angelis ha parlato di “l’impoverimento della cultura” e delle difficoltà dei lavoratori del cinema. Musella ha citato la situazione a Gaza dal palco, mentre Flavio Insinna ha difeso il valore delle sale e del cinema italiano con una frase che ha sintetizzato l’allarme di molti addetti ai lavori: “Un Paese che non difende i suoi cinema smette di sognare”.

Le altre vittorie: “Primavera”, “La città proibita” e “Le assaggiatrici”

Accanto al trionfo di “Le città di pianura”, la serata ha premiato anche altri titoli con pacchetti di riconoscimenti significativi. Quattro David sono andati a “Primavera” di Damiano Michieletto, che ha ottenuto, tra gli altri, i premi per miglior suono, miglior compositore, miglior costume e miglior acconciatura, segnalandosi soprattutto nelle categorie tecniche e artigianali.

Tre premi sono stati assegnati a “La città proibita” di Gabriele Mainetti, con riconoscimenti per fotografia, scenografia ed effetti visivi. Un risultato che ha messo in luce la cura visiva e l’impianto produttivo del film, valorizzando il lavoro di reparti spesso decisivi per la resa finale sullo schermo.

“Le assaggiatrici” di Silvio Soldini ha ottenuto il David Giovani e due premi legati alla scrittura e al trucco: miglior sceneggiatura non originale e trucco. La combinazione tra riconoscimento delle nuove generazioni e premi di categoria ha collocato il titolo tra quelli più solidi nella parte centrale del palmarès.

Tra gli aspetti rimarcati nel bilancio della serata, è stata segnalata anche l’assenza di premi di rilievo per Paolo Sorrentino e Paolo Virzì, nonostante le attese della vigilia. Un dato che, nella lettura complessiva dell’edizione, ha contribuito a spostare l’attenzione verso opere considerate meno prevedibili nel pronostico.

Riconoscimenti speciali e omaggi alla carriera

La cerimonia dei David di Donatello ha riservato spazio anche agli omaggi. Il David speciale è stato assegnato a Bruno Bozzetto, in un passaggio che ha richiamato l’eredità dell’animazione e della satira nel cinema italiano, mentre il David alla carriera è andato a Gianni Amelio, accolto da una standing ovation.

Un ulteriore riconoscimento, il David di Cinecittà, è stato conferito a Vittorio Storaro. Nel suo intervento, il direttore della fotografia ha ricordato il lungo sodalizio artistico con Bernardo Bertolucci, riportando l’attenzione su una stagione del cinema italiano che continua a rappresentare un riferimento formativo e simbolico.

La protesta fuori dai cancelli di Cinecittà e il tema del lavoro

Fuori dal perimetro della cerimonia, la notte dei David di Donatello è stata accompagnata dalla protesta delle maestranze e dei lavoratori dello spettacolo davanti ai cancelli di Cinecittà. Tecnici, operatori e addetti hanno denunciato una crisi produttiva che, secondo quanto riportato, si trascina da anni e riduce opportunità e continuità lavorativa.

Il tema del lavoro e della sostenibilità del settore è rientrato più volte anche sul palco, attraverso interventi che hanno collegato il successo artistico alle condizioni materiali della filiera: produzioni, set, sale, distribuzione e tutele. In questo quadro, la cerimonia è stata percepita non soltanto come una celebrazione, ma come un’occasione pubblica per riportare al centro la discussione sul futuro del cinema italiano.

Nel bilancio conclusivo, l’immagine rimasta più forte è stata quella del trionfo di “Le città di pianura”, indicato come esempio di un film capace di imporsi anche partendo da una dimensione meno mainstream. Ma la serata ha lasciato aperte domande concrete: come sostenere la produzione, come difendere le sale e come garantire prospettive di lavoro stabili in un comparto che, anche durante la sua notte più importante, ha mostrato tensioni e fragilità ancora irrisolte.

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